Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Sperone

Ragazza suicida allo Sperone: reato prescritto per il padre

Michele Mercurio non può essere punito per i maltrattamenti in famiglia che avrebbero spinto la figlia Ivana al suicidio nella notte tra il 7 e l'8 marzo 1992. Intanto l’uomo è finito in carcere per aver accoltellato la convivente

Il reato è prescritto: Michele Mercurio non può essere punito per i maltrattamenti in famiglia che avrebbero spinto la figlia Ivana al suicidio nella notte tra il 7 e l'8 marzo 1992. Lo ha deciso la corte d'assise dando ragione agli avvocati di Mercurio, Giovanni Di Benedetto e Ida Giganti, che hanno individuato il termine di prescrizione del reato al 2007. La ragazza di 14 anni si buttò dall'ottavo piano della sua casa nel quartiere popolare dello Sperone.

Secondo il pm, che aveva chiesto la condanna a 18 anni, è stata indotta al suicidio dal padre, Michele Mercurio, che la picchiava e che quella sera la inseguiva con un coltello. E' stato il racconto di Massimiliano prima e Fabio poi, fratelli della vittima, a descrivere la tragica serata, che ha permesso nel 2002 la riapertura del caso. Qualche anno prima però, nel 1997, la sorella raccontò a scuola che “Ivana è volata giù perché stava scappando da papà”.

Gli insegnanti all'epoca avvertirono i magistrati, ma l'inchiesta avviata dalla Procura venne archiviata perché i familiari negarono di avere subito violenze. “Ivana veniva sempre picchiata e mai portata in ospedale, nonostante le ferite - ha spiegato Massimilano Mercurio nelle scorse udienze - Quella sera mio padre, dopo l'ennesima lite, prese un coltello di quelli che si usano per tagliare l'anguria, molto lungo e affilato. Poi inseguì Ivana che andò in veranda, aprì la porta e lei si buttò dal nono piano''. Nel frattempo Michele Mercurio è finito in carcere, proprio nelle scorse settimane, per aver accoltellato la convivente tunisina al mercato di Ballarò.

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