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Cronaca

Gregoli suicida in carcere, indagato psichiatra per omicidio colposo

Un professionista in servizio al Pagliarelli ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura. Si sarebbe trattato di un "atto dovuto" per consentirgli di nominare un consulente e partecipare all'autopsia sul corpo dell'uomo

Psichiatra finisce sul registro degli indagati dopo il suicidio di Carlo Gregoli, accusato del duplice omicidio di via Villagrazia. La Procura ha notificato un avviso di garanzia al professionista, in servizio al carcere Pagliarelli, che per ultimo si era pronunciato sulle condizioni psichiche del detenuto e sulle modalità di detenzione. Gli inquirenti precisano che si è trattato di un "atto dovuto" in vista dell’autopsia dell’uomo. Trattandosi di un "atto irripetibile" si è voluto dare allo psichiatra la possibilità di nominare un consulente per partecipare all’esame autoptico svolto oggi dal professore Paolo Procaccianti all'Istituto di medicina legale del Policlinico.

Nel recente passato il legale di Gregoli, accusato insieme alla moglie Adele Velardo per la brutale uccisione dello scorso 3 marzo di Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela, aveva chiesto la scarcerazione del 50enne facendo leva sul suo stato di depressione. Il perito nominato dal gip, però, lo aveva dichiarato compatibile con la detenzione in carcere. Dopo una seconda istanza dell’avvocato Aldo Caruso, Gregoli era finito in osservazione in una cella dell’infermeria dove lunedì scorso si impiccato. Il legale difensore, adesso, vuole fare chiarezza su come si sia impiccato l'uomo, cercando di capire chi ci fosse in infermeria, chi avrebbe dovuto essere presente, chi ha dato l'allarme e come è stato gestito il soccorso.

"In questi mesi in carcere - ha dichiarato Francesca Vazzana, direttrice del Paglairelli - non era stata registrata nessuna forma di disagio particolare. Gregoli mezzora prima di suicidarsi ha incontrato un educatore. Era stata la famiglia a chiederci questo tipo di osservazione visto che in passato aveva sofferto di depressione. Per prassi, secondo le disposizioni vigenti, noi siamo tenuti a seguire i soggetti che in qualche modo - continua Vazzana - rilevano un momentaneo disagio psicologo, sono visti quotidianamente dallo psichiatra, dallo psicologo e dal funzionario giuridico pedagogico che è un educatore. Anche il detenuto Gregoli era stato seguito".

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