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Uno dei tatuaggi presenti sul cadavere

Uno dei tatuaggi presenti sul cadavere

Il mistero dei sub morti in spiaggia, mamma tunisina: "Due sono figli miei"

La decisione della procura di Termini Imerese di diffondere le immagini dei tatuaggi per cercare di identificare i cadaveri trovati sul litorale tirrenico potrebbe dare una svolta al giallo

Potrebbe essere a una svolta il caso dei tre sub morti sulle spiagge di Castel di Tusa, Termini Imerese e Cefalù tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020. "La decisione della procura di Termini Imerese di diffondere le immagini dei tatuaggi per cercare di identificare i sub trovati morti nei mesi scorsi sul litorale tirrenico potrebbe dare una svolta al giallo di tre cadaveri ancora senza nome - si legge sul sito dell'Ansa -. Il procuratore Ambrogio Cartosio, aveva diffuso le immagini dei tatuaggi dei tre corpi recuperati tra le province di Palermo e di Messina: il 31 dicembre a Cefalù, l'8 gennaio a Castel di Tusa e il 15 a Trabia. La madre di due giovani tunisini, Jalila Taamallah, ha riconosciuto i tatuaggi di due suoi figli morti nella traversata a bordo di un'imbarcazione tra le coste tunisine e quelle della Sicilia".

"Chiedo di accogliere la mia richiesta di autorizzare le analisi del Dna per i miei figli, in modo che io possa al più presto far rimpatriare i loro corpi", sono le dichiarazioni della donna riportate dall'Ansa. "Si è parlato di traffici di droga - aggiunge - ma questa vicenda con la droga non c'entra nulla. I miei figli erano con altri quattro connazionali su una barca che è naufragata e indossavano la muta perchè la nostra è una famiglia di pescatori e loro si vestivano così quando andavano per mare".

Il mistero dei sub si era intrecciato con il ritrovamento di pacchi di hashish spinti dalle correnti sulle spiagge di San Leone, Realmonte, Belice Mare, Marsala e Capo d'Orlando. 

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