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Cronaca

Stupro di gruppo, scattano le denunce dei parenti degli arrestati per insulti, minacce e profili hackerati

Da quando è stata diffusa la notizia della violenza sessuale ai danni di una diciannovenne sui social sono state pubblicate non solo le foto degli indagati, ma anche dei loro famigliari. Inoltre sarebbero state create identità fasulle di alcuni di loro dalle quali sono partiti messaggi provocatori. Via agli accertamenti della polizia postale

E adesso partono le denunce: i parenti dei ragazzi arrestati  venerdì scorso con l'accusa di aver stuprato a turno una diciannovenne al Foro Italico si stanno rivolgendo alla polizia postale per segnalare le minacce, gli insulti, ma soprattutto la creazione di profili fasulli sui social e anche la diffusione di fotografie non solo degli indagati ma persino dei loro famigliari.

"Gridavo basta, ma loro ridevano e continuavano"

In rete, da quando è stata diffusa la notizia degli arresti, si è scatenata una sorta di delirio collettivoin cui migliaia di persone hanno condiviso le foto dei giovani, ma anche post carichi di odio contro di loro. Poi sono spuntati anche i profili falsi degli indagati, dai quali in alcuni casi sono partiti messaggi provocatori e nei quali non emerge alcun tipo di pentimento, che hanno ulteriormente generato indignazione tra gli utenti. Ma molti di quei post sono stati caricati mentre gli arrestati erano già in carcere e certamente non avevano la possibilità di usare il cellulare.

La deriva social: caccia al video dello stupro, profili fake e post di odio

Un'operazione, quella di chi persegue una giustizia "del popolo" e di piazza, seppur virtuale, che ha avuto il risultato di rendere identificabile anche la vittima - correttamente tutelata invece da tutta la stampa - ma pure di far finire nel mirino un diciassettenne che non c'entrava nulla, ma sui social si chiama "Cristian Maronia" come uno degli indagati, come aveva raccontato PalermoToday.

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