Studentesse americane stuprate a Firenze, rinviato a giudizio carabiniere palermitano

Per Pietro Costa il processo inizierà a maggio. Il collega di pattuglia Marco Camuffo, che ha scelto il rito abbreviato, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi. I fatti risalgono alla notte fra il 6 e il 7 settembre dello scorso anno

E' stato rinviato a giudizio Pietro Costa, il carabiniere palermitano di 33 anni accusato con un collega dello stupro di due studentesse americane avvenuto a Firenze nel settembre 2017. Costa era in servizio con Marco Camuffo, che ha scelto il rito abbreviato e oggi è stato condannato a 4 anni e 8 mesi. Costa ha invece scelto il rito ordinario e per lui il processo inizierà a maggio. Entrambi sono già stati destituiti dall'Arma al termine di un'indagine disciplinare.

I fatti risalgono alla notte fra il 6 e il 7 settembre dello scorso anno. I due carabinieri erano stati inviati alla discoteca Flo in piazzale Michelangelo per sedare un litigio e lì hanno incontrato le due amiche straniere, appena arrivate in Italia per un corso di studi. Si sono offerti di accompagnarle a casa sull'auto di servizio. Al portone, invece di salutarle, sono entrati con loro e ciascuno dei due si sarebbe appartato con una delle ragazze. Poco dopo le due studentesse hanno chiamato disperate la loro tutor denunciando di essere state violentate. 

A Costa e Camuffo l'accusa ha contestato l'aggravante di aver agito abusando della qualità di carabiniere in servizio e di aver violato gli ordini impartiti dai superiori. Entrambe le ragazze sono salite, secondo l'accusa, "illegittimamente" a bordo della Fiat Bravo del 112.

I due ex militari hanno ammesso di aver avuto rapporti sessuali con le ragazze, ma hanno sempre affermato che fossero consenzienti.       Versione che oggi, davanti al gup, Camuffo ha ribadito rendendo dichiarazioni spontanee, sottolineando però che non è stato lui a decidere 
di accompagnare le ragazze dalla discoteca alla loro casa di Firenze, ma Costa. 

Filippo Viggiano, difensore di Marco Camuffo, annuncia ricorso. Secondo il legale "l'unico elemento forte in mano all'accusa è la denuncia fatta dalle ragazze nell'immediatezza, 20 minuti dopo il fatto", mentre nella discussione "il tasso alcolemico rilevato nelle due studentesse non è stato un argomento molto sviluppato".

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Soddisfazione per l'esito del procedimento è stata espressa invece da Francesca D'Alessandro, che assiste la studentessa americana che denunciò di essere stata violentata da Camuffo."C'è un'evidenza probatoria - ha sostenuto DAlessandro - che non poteva essere messa da parte dal giudice, è una condanna che ci soddisfa. Quella vicenda ha sconvolto la ragazza. E' tornata in Italia anche dopo l'incidente probatorio ma non è voluta andare a Firenze e ha preferito essere ospitata da me anziché andare in albergo".
 

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