Studentesse americane stuprate a Firenze, il carabiniere palermitano incastra il collega

Il processo per Pietro Costa inizierà a maggio. Le sue dichiarazioni hanno messo nei guai il collega di pattuglia, giudicato con rito abbreviato e condannato. Il giudice: "Fa dichiarazioni che inchiodano Camuffo, dicendo di aver sentito i 'no.. no', 'no.. cosa fai' della ragazza"

Fu un "rapporto sessuale con violenza, senza il consenso, approfittando di una situazione psicofisica di inferiorità ma soprattutto a fronte del dissenso ben espresso dalla ragazza". E' quanto scrive il giudice del Tribunale di Firenze Fabio Frangini nelle motivazioni della condanna a 4 anni e 8 mesi (con il rito abbreviato) nei confronti dell'appuntato Marco Camuffo, 44 anni, uno dei due carabinieri accusati di aver stuprato, la notte tra il 6 e il 7 settembre 2017 a Firenze, due ragazze statunitensi di 19 e 21 anni. Alla sbarra, ma il processo inizierà a maggio, anche il collega di pattuglia Pietro Costa, palermitano. Proprio le sue parole sono state "fatali" per l'altro militare.

Rinviato a giudizio carabiniere palermitano

Secondo l'accusa i due incontrarono le giovani nella discoteca Flo di piazzale Michelangelo, mentre erano in servizio. Si offrirono di riaccompagnate a casa, in centro, ma poi invece di salutarle entrarono nel palazzo e nel vano scale le violentarono. Secondo quanto scrive il giudice, Costa, "fa dichiarazioni che inchiodano Camuffo, dicendo di aver sentito i 'no.. no', 'no.. cosa fai'" della ragazza americana.

Il video delle ragazze americane in discoteca prima della presunta violenza

Secondo le accuse nei confronti dei due carabinieri, le ragazze avevano bevuto al punto di non essere in grado di opporsi. "Sostenere - scrive il giudice - come hanno fatto Camuffo e Costa, che non si sono accorti che avessero bevuto è un falso, tanto evidente quanto ingenuo. Non vi possono essere dubbi sul fatto che le ragazze avessero bevuto e parecchio. Una serata nella quale due ragazze hanno cercato di divertirsi, semmai anche bevendo alcolici oltre il limite, ma non per questo le stesse devono essere colpevolizzate: non per questo il loro racconto può definirsi inattendibile".

Per il giudice, "nel momento in cui i due militari fanno salire le ragazze a bordo della vettura, non solo sono consapevoli del loro stato, ma verosimilmente già immaginavano come condurre i momenti successivi".

Il giudice Frangini sottolinea poi che mentre la ragazza che accusa Camuffo della violenza fornisce un "racconto della violenza sessuale coerente, non contraddittorio, sempre uguale nelle varie dichiarazioni rese, per nulla enfatizzato", l'appuntato dei carabinieri offre "una sua versione dei fatti assolutamente risibile, non logica, descrivendo una scena sessuale ridanciana se non fosse di assoluta drammaticità".

(Fonte FirenzeToday.it)

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