Quindicenne violentata a turno da 3 amici in corso Calatafimi, assolto uno degli imputati

La ragazzina aveva raccontato di essere stata stuprata per vendetta dopo aver interrotto la relazione con un compagno di scuola, già condannato con un altro giovane. I giudici hanno invece scagionato e liberato un altro ragazzo che avrebbe partecipato all'abuso. La Procura aveva chiesto 9 anni

Aveva raccontato che ad appena 15 anni sarebbe stata violentata a turno da tre compagni di scuola per vendetta e dopo che uno dei ragazzi, col quale aveva avuto una relazione, l'avrebbe minacciata di diffondere su Whatsapp uno scatto che la ritraeva seminuda. Una storia terribile, alla quale però la seconda sezione del tribunale non ha creduto: uno dei giovani, che oggi ha 20 anni, è stato infatti assolto "perché il fatto non costituisce reato" dalle accuse (mentre i suoi amici erano stati condannati rispettivamente a due anni e mezzo e a due anni e quattro mesi con il rito abbreviato lo scorso 20 luglio).

Gli avvocati dell'imputato, Giovanni Castronovo (nella foto) e Silvana Tortorici, hanno dimostrato che la presunta vittima e l'imputato avrebbero avuto dei contatti telefoninici fino a qualche giorno prima della violenza e in diverse delle conversazioni sarebbe emerso che sarebbe stato il giovane a rifiutare di avere rapporti con la ragazzina. Inoltre, il giorno dell'abuso, sarebbe stata lei a chiamare il compagno di scuola. La Procura aveva chiesto una condanna a nove anni di carcere.

La vicenda risale al 28 novembre del 2018 e l'inchiesta, nata dalla denuncia della quindicenne, era stata coordinata dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dai sostituti Giorgia Righi e Sergio Mistritta. La ragazzina aveva spiegato agli inquirenti che nel momento in cui aveva deciso di interrompere la relazione con uno dei compagni di scuola, questi avrebbe iniziato a minacciarla e ricattarla: "Hai finito di trattarmi come un cane, ora ci penso io a trattarti male", "ma ti pare che sono il tuo pollo? Il tuo schiavo? Che continui a bidonarmi da oltre un mese, vedi di venire, non facciamo succedere stragi, a me per il culo non mi ci prendi", così avrebbe scritto il ragazzo. E poi avrebbe minacciato di diffondere uno scatto che la stessa vittima gli avrebbe mandato durante la loro relazione, in cui indossava soltanto uno slip e una maglietta: "Forse non hai capito, se domani alle 15 non sei da me dico a tutti che invii foto in perizoma a chiunque, anche ai bambini", aveva rincarato l'ex.

giovanni castronovo avvocato-2Quel giorno di novembre, la quindicenne avrebbe accettato di vedere il giovane, sperando di poter chiarire definitivamente la situazione e toglierselo di torno. Lui sarebbe andato a prenderla a scuola e l'avrebbe portata in macchina nel parcheggio. Le sarebbe quindi saltato addosso e poi, non pago, avrebbe chiamato i suoi due amici perché abusassero anche loro di lei. Mentre uno di loro è stato appunto condannato in abbreviato, l'altro oggi è stato del tutto scagionato dall'accusa.

Durante il dibattimento sono stati acquisiti i tabulati telefonici dai quali sarebbero emersi i contatti tra la ragazzina e l'imputato. In particolare, come ha messo in evidenza la difesa, ci sarebbe una chiamata da parte della presunta vittima proprio al giovane la mattina in cui sarebbe avvenuta la violenza: sarebbe stata lei quindi a dirgli di andare nel parcheggio in cui si trovava con l'ex. La ragazzina ha però chiarito che sarebbe stato usato il suo cellulare perché quello dell'altro imputato era scarico. I tre ragazzi erano finiti ai domiciliari a luglio del 2018. Oggi sono tutti liberi.

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