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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Studio del dipartimento di Ingegneria Unipa finisce sulla copertina della rivista internazionale "Materials"

Il team di ricerca si è occupato dello sviluppo di un immunosensore elettrochimico per la rilevazione dell’Immunoglobulina-G

Lo studio dal titolo “Electrochemical Synthesis of Zinc Oxide Nanostructures on Flexible Substrate and Application as an Electrochemical Immunoglobulin-G Immunosensor”, condotto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo, è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Materials” ed è stato selezionato per apparire sulla copertina della rivista del mese di febbraio 2022.

Il team di ricerca, coordinato dalla professoressa Rosalinda Inguanta e composto dal prof Giuseppe Aiello e dai dottori Bernardo Patella e Nadia Moukri, in collaborazione con il gruppo di ricerca della dottoressa Chiara Cipollina della Fondazione Rimed e della dottoressa Elisabetta Pace dell'Istituto di Farmacologia Traslazionale - CNR (Unità di Palermo), si è occupato dello sviluppo di un immunosensore elettrochimico per la rilevazione dell’Immunoglobulina-G, proteina modello per lo sviluppo di biosensori che possono essere usati in applicazioni biomedicali.

"Gli immunosensori - spiega la coordinatrice prof.ssa Inguanta - sono dispositivi in grado di quantificare una specie biologica target a concentrazioni molto basse, fino a nanogrammi per millilitro. Il loro funzionamento si basa sulla formazione di un legame tra la biomolecola da quantificare e il rispettivo anticorpo che viene preventivamente immobilizzato sulla superficie del sensore. Tale legame viene monitorato per quantificare la specie di interesse. Le applicazioni sono innumerevoli, dall’analisi clinica a quella ambientale o alimentare. Attualmente, gli immunosensori utilizzano un output ottico per la quantificazione delle biomolecole. Lo studio pubblicato - prosegue la docente - si basa sullo sviluppo di un immunosensore elettrochimico nanostrutturato che, grazie all’output elettrico, è in grado di superare i limiti delle tradizionali tecniche ottiche come elevati costi di fabbricazione, personale altamente specializzato e strumentazione complessa. Inoltre, gli immunosensori elettrochimici sono associabili ai comuni dispositivi elettronici (smartphone, tablet) e quindi più facilmente utilizzabili per la telemedicina personalizzata".

"L’articolo - conclude - riporta lo sviluppo di un immunosensore elettrochimico per la quantificazione dell’Immunoglobulina-G. Questa molecola è stata scelta come modello per lo sviluppo di immunosensori innovativi poiché molto presente nei fluidi biologici umani, costituisce circa il 75% degli anticorpi sierici, e possiede inoltre caratteristiche fisico chimiche molto simili ad altre proteine. La tecnica sviluppata non si limita quindi alla sola quantificazione dell’immunoglobulina G ma può essere estesa a svariate biomolecole per diverse applicazioni".

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