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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Spugne e secchielli: studenti e detenuti puliscono la lapide intitolata a Pio La Torre

Presente anche Orlando: "Questo è un modo per prepararsi alla ricorrenza del 30 aprile 1982, quarant'anni da quel terribile delitto in un tempo nel quale Palermo era governata dalla mafia"

Prima hanno pulito con spugne e secchielli la lapide intitolata a Pio La Torre e Rosario Di Salvo, poi hanno deposto 40 fiori, uno per ogni anno passato dall'omicidio politico-mafioso del deputato e del suo collaboratore. Così gli studenti dell'IIS Pio la Torre, della direzione didattica Ragusa – Moleti e del liceo artistico Vincenzo Ragusa e Otama Kiyohara, hanno ricordato Pio La Torre e Rosario Di Salvo.

Alla cerimonia di commemorazione, organizzata dal Centro Studi Pio La Torre in via Li Muli, luogo dell'agguato, sono intervenuti anche il sindaco Leoluca Orlando, il presidente della quarta circoscrizione, Silvio Moncada, il presidente del centro, Vito Lo Monaco, il vicepresidente Franco Garufi, e i docenti referenti delle scuole che hanno “adottato” la lapide.

Gli studenti del Ragusa Kiyohara hanno anche realizzato un poster che ritrae Pio La Torre.  “Questa iniziativa simboleggia il passaggio di testimone della memoria, grazie alla Legge Rognoni – La Torre oggi la coscienza antimafiosa è più diffusa”, ha detto Vito Lo Monaco, presidente del Centro Studi che da 16 anni porta avanti un progetto educativo antimafia con le scuole per ricordare il senso dell'impegno di liberazione dalle mafie.

“Questo è un percorso di legalità che permette agli alunni di conoscere i protagonisti della lotta alla mafia - ha detto il dirigente del Ragusa Moleti, Nicolò La Rocca - e confrontarsi con loro per riscoprire delle testimonianze importanti”.

L'iniziativa è poi proseguita al carcere Ucciardone di Palermo, in quel braccio che è oggi un polo didattico intitolato a Pio La Torre, che qui ha trascorso 17 mesi di reclusione e isolamento, dall’11 marzo 1950 al 23 agosto 1951. Una vicenda che Vito Lo Monaco ha ricostruito con un gruppo di studenti detenuti. Anche loro hanno partecipato al questionario sulla percezione mafiosa inviato alle scuole che da Nord a Sud Italia hanno seguito le videoconferenze del Centro Studi e i cui risultati saranno presentati il prossimo 30 aprile, in occasione del 40esimo anniversario dell''uccisione.

Con loro c'erano la vicedirettrice Giovanna Re, i docenti Raffaela Argento, Carmela Cancemi, Giacomo Giaconia, Luigi Sganga e il personale penitenziario. “Le mafie di 40 anni fa sono state sconfitte grazie alla Rognoni – La Torre che ha guardato al futuro, ora bisogna stare attenti alla capacità di infiltrazione che hanno le nuove mafie che possono essere debellate solo se si scinde il legame tra mafia, politica e corruzione. Chiediamo che questa sia una priorità per l'agenda politica del Paese”, ha concluso Vito Lo Monaco.

Queste le parole del sindaco, Leoluca Orlando, presente stamani in via Li Muli: "Ogni anno - ha detto - le scuole palermitane manifestano la loro condivisione e il loro impegno davanti alla lapide che ricorda il sacrificio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Questo è un modo per prepararsi alla ricorrenza del 30 aprile 1982, quarant'anni da quel terribile delitto in un tempo nel quale Palermo era governata dalla mafia. La Torre e Di Salvo erano impegnati nel versante della legalità che significava democrazia, libertà, valori che venivano mortificati dal governo della mafia. Essere qui, con tanti giovani, è un modo per dire missione compiuta ma non ancora completata perché c'è ancora tanto da fare. Colpire il patrimonio dei mafiosi è stata l'intuizione di Pio La Torre – ha concluso il sindaco Orlando - pulire oggi la sua lapide con i ragazzi serve a ricordarci che vogliamo essere liberi dalla paura, dalla polvere dell'oblio e averne cura”.

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