Cronaca

57 anni fa la strage di via Maqueda: "Quando a Palermo si sparava sui manifestanti"

Luglio 1960: in Italia scoppia una protesta contro il Governo Tambroni che parte da Genova e infiamma anche Palermo. Qua il bilancio è di 4 morti e 300 fermi. Orlando: "Macchiata la storia del Paese, dedicheremo uno spazio pubblico alle vittime"

Era l’8 luglio del 1960. E chi c'era non ha dimenticato. Sono passati 57 anni dalla strage di via Maqueda e anche ieri Palermo ha ricordato la tragedia. Un bilancio di 300 fermi, 40 persone medicate per ferite da armi da fuoco, centinaia di feriti e contusi e tre morti. Anzi quattro.
Era un venerdì, era l'8 luglio: in Italia si sollevò una protesta che partì da Genova e Reggio Emilia contro il Governo Tambroni che aveva imbarcato nella maggioranza che lo sosteneva anche l’MSI di Almirante e Michelini, cioè i neofascisti. Le proteste si estesero anche ad altre parti d’Italia tra cui la Sicilia. Catania e Palermo, appunto.

Durante la manifestazione i poliziotti spararono sulla folla uccidendo tre manifestanti e una passante. Le vittime di quel giorno palermitano furono Giuseppe Malleo di 16 anni, Andrea Cangitano di 14 anni e Francesco Vella operaio di 42 anni. A loro va aggiunta Rosa La Barbera una donna di 53 anni raggiunta da uno dei tanti colpi sparati all'impazzata, mentre si apprestava a chiudere la finestra di casa. 

Alla fine 71 dimostranti saranno arrestati. Negli scontri di Palermo furono anche distrutti alcuni negozi. Quelo giorno il centro di Palermo era presidiato dalla polizia fin dalle prime ore del mattino. Già alle 9 piazza Politeama era piena di gente: lavoratori e ragazzi di borgata che vedevano in quella protesta l'unica possibilità di cambiare la cose. Ingenti schieramenti di polizia, poi le cariche improvvise: la celere assalta il corteo, caricandolo con le camionette, lanciate ad alta velocità. C'è la risposta: vengono lanciati sassi, bastoni e quello che si trova in giro. La zona che va da piazza Politeama a piazza Verdi si trasforma in un campo di battaglia. La polizia inizia a sparare sulla folla.
Viene colpito prima Giuseppe Malleo, poi Andrea Gangitano (18 anni), travolto da una raffica di mitra, e Francesco Vella, freddato mentre soccorre un ragazzo di 16 anni colpito da un lacrimogeno. L'ultima vittima è Rosa La Barbera.

"Anche quest'anno - ha detto il sindaco Leoluca Orlando, durante la commemorazione di ieri - per tutti noi è un dovere morale e civile ricordare quei quattro nostri concittadi caduti per la violenza di Stato che macchia la storia del nostro paese e che mai più dovrà ripetersi. Quelle vittime vanno ricordate perché le battaglie per i diritti e la democrazia che il movimento sindacale portò avanti in quegli anni, sono state la base di tante conquiste dei lavoratori e di tutti i cittadini, prime fra tutte lo Statuto dei lavoratori. La memoria dell’8 luglio – conclude il sindaco di Palermo - non è solo il ricordo del passato, ma impegno per il futuro ed è per questa ragione che dedicheremo uno spazio pubblico a quei nostri concittadini".

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