Depistaggio per via D'Amelio, Fiammetta Borsellino: "Gravissima responsabilità morale dei magistrati"

La figlia del giudice Paolo, vittima dell'attentato del 1992, commenta la notizia dell'indagine a carico di Annamaria Palma e Carmelo Petralia accusati di calunnia aggravata in concorso

"Chi ha lavorato male ha compromesso quasi per sempre la possibilità di arrivare alla verità e quindi ha una responsabilità morale gravissima, prima che di quella giudiziaria". Sono le dure parole di Fiammetta Borsellino, figlia del giudice Paolo ucciso in via d'Amelio del 1992, in merito all'indagine della procura di Messina su due dei magistrati che indagarono sulle strage. Annamaria Palma e Carmelo Petralia sono indagati per calunnia aggravata in concorso. Fiammetta Borsellino definisce l'apertura dell'indagine "un punto di inizio di un percorso difficile".

Sulla vicenda è intervenuta anche l'ex presidente della commissione Antimafia Rosi Bindi. "Finalmente - ha detto - dopo 27 anni si è aperta l'inchiesta a Messina, segno che non c'è potere che non può essere sottoposto al giudizio della legge, tanto più la magistratura. Il 
problema è che questo avviene dopo 27 anni".

Depistaggio strage di via D'Amelio, colpo di scena: "Magistrati indagati per calunnia"

"Metterei la firma - ha aggiunto Claudio Fava, presidente della commissione regionale antimafia - se dopo 27 anni avessimo una verità compiuta ma non è così, dopo 27 anni abbiamo solo la certezza che ci fu un depistaggio. Io continuo a pensare che la mano che ha accompagnato la strage di via d'Amelio è la stessa che ha accompagnato i depistatori, allontanando investigatori e opinione pubblica dalla direzione dovuta di questa indagine e facendo pensare che fosse soltanto una vendetta mafiosa. Una soluzione comoda per tutti, digeribile per il Paese. C'era un movente che non faceva paura, del resto i mafiosi si vendicano, c'erano dei colpevoli, c'era un testimone d'accusa, e la vicenda si chiudeva li. Io credo che tutto questo non sia frutto di un abbaglio collettivo o di manipolazioni rimesse alla scarsa capacità investigativa di alcuni poliziotti, credo che ci sia stato altro dietro".
 

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