Cronaca

La strage di Ustica è un mistero lungo 41 anni, Orlando vola a Bologna: "Draghi parli con la Francia"

Il sindaco protagonista di un intervento nella città delle due Torri: "Ancora oggi rimangono intollerabili zone d'ombra sulle quali occorre fare luce, il premier utilizzi una parte della sua credibilità internazionale per ottenere da stati alleati quella collaborazione che continua a mancare". Mattarella: "Impegno per una più completa ricostruzione fatti"

Orlando oggi a Bologna. Foto di Giorgio Bianchi

Era il 27 giugno di 41 anni fa (del 1980) quando dall'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna decolla il volo Itavia 870 Bologna-Palermo. Sono le 20.08, due ore dopo l'orario previsto con arrivo programmato poco più di un'ora dopo, alle 21.15. Il DC 9 viaggia regolarmente con 64 passeggeri adulti, 11 ragazzi tra i 2 e i 12 anni, due bambini sotto i 24 mesi e 4 uomini dell'equipaggio. Durante il volo non è segnalato nessun problema, ma poco prima delle 21 del DC 9 si perdono le tracce radar.  Così Ustica è diventato uno dei misteri italiani. 

Oggi Leoluca Orlando è volato a Bologna per ricordare, insieme con il sindaco felsineo Virginio Merola, il 41esimo anniversario della strage di Ustica. "Siamo ancora una volta a Bologna e Palermo insieme a fare memoria di una terribile tragedia che ha provocato sgomento e dolore in tutto il Paese e che è stata seguita da un intreccio di azioni giudiziarie e segreti di stato che hanno impedito verità e giustizia - ha detto Orlando -. Ancora oggi, a distanza di 41 anni dalla strage, rimangono intollerabili zone d'ombra sulle quali occorre fare luce. Quel 27 giugno segue e precede a Palermo e a Bologna giornate e tragedie coperte da silenzi e verità incomplete".

"A Palermo quel terribile 1980 si è aperto il 6 gennaio con la uccisione del presidente della Regione Piersanti Mattarella, il 2 agosto a Bologna la catena di dolore e di palude continua con la terribile strage della stazione centrale e prosegue a Palermo il 6 agosto con l'uccisione del procuratore della Repubblica Gaetano Costa - ha ricordato Orlando -. Sento di confermare gratitudine e ammirazione ai familiari delle vittime della strage Itavia ad Ustica, gratitudine e ammirazione per aver trasformato un grande dolore in un grande impegno di civiltà, testimoniando quel bisogno di verità e giustizia che unisce l'intero nostro Paese, che unisce ogni giorno ed anche oggi le città e le amministrazioni comunali di Bologna e di Palermo".

"Il dolore dei familiari delle vittime della strage ci ricorda drammaticamente gli egoismi degli stati che impediscono l'accertamento di una verità completa - ancora Orlando -. In tal senso il premier Mario Draghi utilizzi una parte della sua autorevolezza e credibilità internazionale per ottenere da stati alleati, membri dell'Unione europea e in particolare dalla Francia, quella collaborazione che continua a mancare. Le sofferenze dei familiari dell'eccidio e la loro richiesta di verità e giustizia si legano a quelle dei migranti che, inghiottiti dal mare proprio come accaduto alle vittime della strage, muoiono tra l'indifferenza degli stati europei. Ancora una volta i governi si girano dall'altra parte a Ustica come nel Mediterraneo. Questa lotta per la verità e per la giustizia è una battaglia che ci permette di scoprire il valore dei nostri diritti".

Mattarella: "Impegno per una più completa ricostruzione fatti"

"La Repubblica sente come dovere inderogabile la permanente espressione della solidarietà e l’impegno per una più completa ricostruzione dei fatti". Ad affermarlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione in occasione del 41° anniversario della strage di Ustica. "La strage di quarantuno anni or sono, nel cielo di Ustica - ha aggiunto il Capo dello Stato - è impressa nella coscienza degli italiani come una tragedia straziante, che ha strappato alla vita ottantuno persone indifese, che ha gettato in un dolore indicibile i loro familiari, che ha lasciato la Repubblica senza una verità univoca capace di ricomporre appieno il quadro delle circostanze e dei responsabili".

"Nel giorno della ricorrenza il primo pensiero - sottolinea il Capo dello Stato - va a coloro che hanno perso genitori, fratelli, sorelle, parenti, amici. Il tempo trascorso non sanerà mai la ferita, ma consolida il legame di solidarietà umana e il sentimento di vicinanza verso chi ha tanto ingiustamente sofferto. Accanto ad esso cresce il senso di riconoscenza per l’impegno civile che i familiari sono stati capaci di esprimere, promuovendo la ricerca della verità anche di fronte a condotte opache e ostruzionistiche, incoraggiando gli uomini dello Stato che sono stati capaci di compiere passi importanti".

Casellati: "Dolore e indignazione"

"Ustica è un nome che ogni anno rievoca dolore e indignazione in tutto il Paese. Ma dopo 41 anni, le uniche parole che contano sono verità, conoscenza e trasparenza. Per questo, da inizio legislatura, mi sono impegnata a rendere accessibili gli atti delle Commissioni parlamentari di inchiesta del Senato. E fino ad oggi, sono 134mila le pagine desecretate. Un traguardo importante al quale possiamo e dobbiamo dare un seguito", ha affermato dal canto suo il presidente del Senato Elisabetta Casellati.

"L’obiettivo è conoscere tutta la verità e, finché non sarà raggiunto, il mio impegno non verrà mai meno, per onorare la memoria delle 81 vittime innocenti e il debito morale che l’Italia ha nei confronti dei loro familiari", conclude il presidente del Senato.

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