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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

La tragedia aerea di Montagna Longa, la tesi di uno studioso: "Fu sabotaggio"

Dopo quasi 50 anni arriva una nuova tesi sulla sciagura aerea che si verificò la sera del 5 maggio 1972 nei pressi dell'aeroporto di Punta Raisi, provocando 115 morti

Dopo quasi 50 anni arriva una nuova tesi sulla sciagura aerea di Montagna Longa, che si verificò la sera del 5 maggio 1972 nei pressi dell'aeroporto di Punta Raisi, provocando 115 morti. "Quella tragedia fu causata da un sabotaggio": come riporta il sito ansa.it, è questa la tesi contenuta in un libro appena edito da Cambridge Scholars Publishing ("Unconventional Aeronautical Investigatory Methods The Case of Alitalia Flight AZ 112".), scritto dal docente di Aerodinamica e dinamica dei fluidi dell'università di Palermo, Rosario Ardito Marretta, che ribalta le conclusioni cui giunsero i giudici nel processo che si concluse nell'84, nel quale la responsabilità dell'accaduto fu attribuita ai piloti del volo Alitalia proveniente da Roma e schiantatosi a oltre 900 metri di quota contro Montagna Longa.

"Marretta - si legge - arriva a queste conclusioni dopo un lungo lavoro, commissionategli dall'Associazione parenti delle vittime di Montagna Longa, attraverso prove di laboratorio e l'utilizzo di modelli matematici che mezzo secolo fa non potevano trovare applicazione per la complessità dei calcoli, oggi resi possibili da computer veloci. 'Non parlerei di ipotesi - afferma - perché la probabilità di ciò che sostengo è talmente alta da superare quella che l'esame del Dna fornisce sull'identità di una persona'. Secondo lo studioso, una micro carica posta in un incavo dell'ala avrebbe potuto creare uno squarcio con perdita di carburante e relativo incendio". 

I fatti

In cima, sopra Montagna Longa, adesso c'è una croce. Serve a ricordare le 115 vittime di uno dei più grandi disastri dell'aviazione italiana. Era un 5 maggio. Ore 22.20. Se sui cieli di Ustica il protagonista è un Dc9, questa volta l'aereo sfortunato è il Dc 8 in volo da Roma a Palermo. Serata calda, ma senza vento: in un cielo notturno dalle condizioni ottime sta per arrivare il volo Alitalia AZ 112. Ma quell'aereo - con 115 persone a bordo, tra equipaggio e passeggeri - all'aeroporto di Punta Raisi non ci arriverà. Una palla di fuoco si schianta contro Montagna Longa, tra Carini e Cinisi. Muoiono tutti, lasciando 98 orfani e 50 vedove.

I corpi vengono trovati in un raggio di centinaia di metri. I primi trenta cadaveri sono raccolti da due vigili del fuoco che si arrampicano lungo il crinale di Montelepre. Chi arriva per primo sul posto, parla scene raccapriccianti. Dopo quasi 50 anni il grande assente è sempre lo stesso: la verità. Si parla di errore umano, di un attentato, di complotto. Tante le piste seguite dalla magistratura, ma tutte le inchieste vengono archiviate.

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