Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca Resuttana-San Lorenzo / Via Ugo la Malfa

Uccisi a colpi di kalashnikov in viale Regione: 39 anni fa la strage della circonvallazione

Cinque morti in un colpo solo. Oltre al boss catanese Alfio Ferlito, bersaglio dell'agguato, morirono tre carabinieri e l'autista della ditta privata che aveva in appalto il trasporto dei detenuti. Deposta una corona di fiori davanti alla lapide, in via Ugo la Malfa

Deposta una corona di fiori davanti alla lapide, in via Ugo la Malfa, che ricorda la strage della circonvallazione avvenuta il 16 giugno 1982. Cinque morti in un colpo solo: il boss catanese Alfio Ferlito, tre carabinieri e il ventisettenne Giuseppe Di Lavore, l'autista della ditta privata che aveva in appalto il trasporto dei detenuti, poi insignito della medaglia d'oro al valor civile. Siamo in viale Regione, altezza civico 9201 (direzione Trapani), 500 metri prima dello svincolo per Sferracavallo. L'obiettivo del commando di sicari, armati di kalashnikov, entrati in azione era Ferlito, che è a bordo di una Mercedes, scortato durante il trasferimento dal carcere di Enna a quello di Trapani. 

Furono sparati centinaia di colpi. Nell’eccidio morirono anche l’appuntato Silvano Franzolin, nato a Pettorazza (Rovigo) il 3 aprile 1941 (sposato con due figli), il carabiniere Luigi Di Barca, nato a Valguarnera (Enna) il 10 aprile 1957 (che lasciò la moglie incinta della figlia) e il carabiniere Salvatore Raiti, nato a Siracusa il 6 agosto 1962, tutti in servizio nella Stazione dei carabinieri di Enna.

La vicenda è stata inquadrata nel corso dei processi nello scontro che si era venuto a creare tra i Santapaola e i Ferlito per il predominio criminale sul territorio di Catania. Alla commemorazione, presenti il comandante della Legione carabinieri Sicilia, Rosario Castello, il comandante provinciale Arturo Guarino, il prefetto Giuseppe Forlani, il vice sindaco Fabio Giambrone e altre autorità cittadine e militari.

"L’Amministrazione comunale - ha dichiarato Giambrone - ritiene doveroso tenere vivo, anche a distanza di trentanove anni, il ricordo del sacrificio di tre militari dei carabinieri e di un civile, 'colpevoli' solo di adempiere al loro dovere, in un tempo in cui ciò era sufficiente per rischiare e, talvolta, perdere la vita. Esprimiamo sincera gratitudine e apprezzamento all’Arma per il prezioso lavoro che svolge tutti giorni nella nostra città”.

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