Strage di Casteldaccia, indagati il sindaco e il responsabile della protezione civile

Sotto inchiesta per omicidio colposo il primo cittadino Giovanni Di Giacinto, il suo predecessore Fabio Spatafora (in carica dal 2013 al 2018) e quattro burocrati. Nella tragedia dello scorso 3 novembre persero la vita 9 persone, tra queste anche due bambini

La strada che porta alla villetta abusiva il giorno dopo la tragedia

In sei sotto inchiesta per la strage dopo l’alluvione di Casteldaccia di novembre scorso. La Procura di Termini Imerese ha iscritto nel registro degli indagati il sindaco Giovanni Di Giacinto, il suo predecessore Fabio Spatafora (in carica dal 2013 al 2018), la responsabile della protezione civile comunale Maria De Nembo e tre burocrati: la geometra Rosalba Buglino (Area VII, controllo abusivismo e sanatoria edilizia), l’ingegnere Alfio Tornese (Area III, edilizia privata) e Michele Cara Pitissi (con la qualifica di Istruttore direttivo tecnico assunto nel ’78 e dal prossimo agosto in pensione).

I sei sono finiti al centro delle indagini della Procura di Termini insieme ai congiunti Antonino Pace e Concetta Scurria, i proprietari della villetta abusiva in cui lo scorso 3 novembre persero la vita 9 persone. Tra queste due bambini, uccisi anche loro dalla furia del fango. Tra i quattro sopravvissuti il commerciante Giuseppe Giordano, il cognato Luca Rughoo e le loro due figlie di 11 e 12 anni. Salvi per una casuale coincidenza: si erano allontanati in auto per andare in pasticceria e comprare un vassoio di dolci.

Gli indagati sono accusati, in concorso fra loro, di omicidio colposo. In quell’immobile, a poche decine di metri dal fiume Milicia esondato quella notte, si erano riunite due famiglie per passare insieme il tempo durante il ponte festivo. Dalle prime indagini, condotte dalla compagnia dei carabinieri e dal commissariato di Bagheria sotto il coordinamento della Procura, era emerso che la villetta era un immobile abusivo sui cui pendeva un provvedimento di demolizione dopo l'alluvione del 2009. Da allora però l’Amministrazione non avrebbe preso alcun provvedimento.

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