Sabato, 20 Luglio 2024
La sentenza / Casteldaccia

La villa abusiva invasa dal fango e i 9 morti a Casteldaccia: condannati il sindaco e altri 2 imputati

La tragedia risale a novembre 2018 quando, dopo fortissime piogge, il fiume Milicia esondò. Tra le vittime anche due bambini. Inflitti 3 anni ciascuno a Giovanni Di Giacinto (candidato alle prossime amministrative), alla responsabile della protezione civile Maria De Nembo e al proprietario dell'immobile che avrebbe dovuto essere demolito dal 2010

Tre condanne per la strage di Casteldaccia, quella in cui - per via dell'esondazione del fiume Milicia il 3 novembre del 2018 - persero la vita nove persone, compresi due bambini, che rimasero intrappolate nel fango che invase una villetta abusiva di contrada Dagali. Il tribunale di Termini Imerese ha ritenuto responsabili sia l'attuale sindaco Giovanni Di Giacinto (peraltro ricandidato alle prossime amministrative) che la responsabile della protezione civile del Comune, Maria De Nembo, nonché il proprietario dell'immobile (che avrebbe dovuto da tempo essere demolito), il palermitano Antonino Pace. Rispondono tutti di omicidio colposo plurimo e, solo i primi due, anche di omissione di atti d'ufficio.

Il collegio presieduto da Vittorio Alcamo ha anche deciso di concedere delle provvisionali ai parenti delle vittime, che si sono costituiti parte civile nel processo: 100 mila euro ciascuno per Luca Rughoo e per Giuseppe Giordano, da 50 mila a 30 mila euro per gli altri famigliari, tutti assistiti dagli avvocati Barbara Mistretta, Maria Valentina Morgana e Anthony De Lisi. 

Il dossier della difesa: "Impossibile evitare la tragedia"

La villetta abusiva mai demolita e le 9 vittime

La villetta, che fu invasa da un'onda di fango alta sette metri, dove avvenne la tragedia era già stata dichiarata abusiva con una sentenza del tribunale del 2010 e avrebbe dunque dovuto essere demolita. Invece, anche perché le procedure da parte del palazzo di giustizia si sarebbero bloccate, era rimasta lì, al suo posto, tanto che in quei giorni di festa del 2018 venne presa in affitto da Giordano e dalla sua famiglia. Furono giorni di piogge estremamente abbondanti, tanto che il fiume Milicia esondò e l'immobile di Pace fu invaso dal fango. Una trappola mortale per Francesco Rughoo, Monia, Antonio, Marco, Federico e Rachele Giordano, assieme a Nunzia Flaminia, Matilde Comito e Stefania Catanzaro.

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La perizia: "Evento straordinario in una zona a rischio"

Fu subito aperta un'inchiesta dalla Procura di Termini Imerese, guidata da Ambrogio Cartosio, e con una perizia si stabilì che la piena del fiume fosse un evento eccezionale, ma anche che in quei giorni era stata diramata un'allerta meteo. Secondo l'accusa, la protezione civile del Comune di Casteldaccia avrebbe dovuto attrezzarsi meglio per fronteggiare l'evento, per quanto straordinario. I periti hanno anche messo in luce che già il primo novembre del 2018 in contrada Dagali aveva piovuto molto e come quella zona fosse comunque a rischio idrogeologico e di esondazione "con pericolosità elevata". La sera della strage, poi, la portata del Milicia sarebbe passata da sessanta metri cubi a ben mille.

La difesa: "Alveo del fiume invaso a monte da detriti"

Sempre secondo la Procura, il Comune guidato allora come ora da Di Giacinto sarebbe stato informato dell'allerta meteo e avrebbe anche saputo che quella villetta era abusiva. I difensori del sindaco, gli avvocati Nino Zanghì e Pietro Siracusa, però, hanno portato nuovi elementi con un dossier che dimostrerebbe come l'imputato non avrebbe mai potuto evitare quell'alluvione, provocata a monte, ben lontano da contrada Dagali, dove l'alveo del Milicia sarebbe stato ostruito da tonnellate di detriti, precisamente gli scarti dei lavori per l'ammodernamento della statale 121.

"Atti da trasmettere a Caltanissetta"

Gli avvocati hanno poi anche sostenuto che gli atti dell'inchiesta avrebbero dovuto essere trasmessi a Caltanissetta, visto che la demolizione della villetta abusiva disposta dal tribunale e mai compiuta, dal loro punto di vista, gravava non solo sul proprietario, ma anche sui pm di Termini Imerese. Tesi che non sono passate davanti al tribunale.

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