Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Contrada Paterna, S.S.113 km

Terrasini, una stazione rifiuti in contrada Paterna? Cittadini e opposizione dicono no

Il 12 luglio in Regione si terrà una conferenza dei servizi per la costruzione e la gestione di un centro di raccolta dei rifiuti. L'opposizione: "Mortificherebbe il rilancio dell'economia turistica del paese"

Da qualche giorno sul sito del Comune di Terrasini è comparso un avviso: "Il Dipartimento Regionale delle Acque e dei Rifiui della Regione Siciliana ha convocato per il 12 luglio 2013, ore 10,30, una conferenza dei servizi (ex art. 208 Dlgs 152/06) per la costruzione e gestione di una stazione di trasferenza di rifiuti in Contrada Paterna".

Lo scopo dell'incontro è valutare la richiesta di una ditta di Favara, la Itras Srl, amministratore unico Lorenzo Catanzaro, di costruire ed attivare nel comune un centro di raccolta dei rifiuti dove si dovrebbe convogliare l'immondizia indifferenziata di vari territori dell'interland (non si conoscono ancora i dettagli) per poi separarla e lavorarla. Non appena la notizia è iniziata a circolare sul web si è scatenato il putiferio. Cittadini comuni ma anche membri di comitati ambientalisti e della locale opposizione hanno preso posizione schierandosi contro questa possibilità.

Sel Terrasini Cinisi. "Amici di Terrasini, ma anche di Cinisi perché il via vai di camion pieni di munnizza interesserà anche voi, la scellerata amministrazione Cucinella ha intenzione di dare l'ok a un impianto dove i rifiuti di non si sa quanti comuni verranno depositati in attesa di essere trasferiti in discarica o differenziati. Significherebbe dire addio a qualsiasi velleità di polo turistico. Terrasini in Sicilia sarebbe conosciuto come il paese della munnizza. Non importa qual è la vostra appartenenza politica, non è una battaglia di Sel. È una battaglia delle persone oneste (sì oneste, perché non osiamo immaginare quale giro di denaro c'è dietro questa operazione, chi sono i registi, e chi ne trae benefici) che hanno a cuore il loro paese, ma anche la salute e il futuro dei loro figli", si legge sulla bacheca della pagina Facebook del partito.

"L'avviso pubblicato sul sito è inquietante - si legge in un altro post sempre sulla stessa pagina - No a Terrasini immondezzaio, no a mezzi pesanti pieni di rifiuti che invadono il nostro territorio, no ad una politica criminale di sfruttamento dei nostri suoli. E' ora che ci si mobiliti per le estreme conseguenze".

Anche i consiglieri di opposizione si schierano contro. Con una lettera a firma chiedono al presidente del consiglio di aggiungere un punto all'ordine del giorno del consiglio del 4 luglio per chiedere al sindaco di non autorizzare la realizzazione di tale opera. "Se realizzata tale discarica mortificherebbe la possibilità di rilancio dell'economia turistica del nostro paese", scrivono Fabio Viviano, Militello Giuseppe, Nunzio Maniaci, Virginia Ferrigno, Carlo Serio e Antonio Finazzo.

Cittadini preoccupati invitano alla mobilitazione. "Di tutto questo - scrive Giacomo Greco - non è trapelato nulla sino alla data della convocazione e della conseguente obbligatoria affissione per venti giorni nell’Albo Pretorio  e noi cittadini siamo stati tenuti all'oscuro di una problematica che in tutto il resto d’Italia ha visto la mobilitazione di intere comunità con i sindaci in testa. Perché?  Riteniamo che un amministratore che avesse avuto veramente a cuore il territorio con chiara vocazione turistica avrebbe dovuto allertare i cittadini spiegando loro quello che potrebbe avvenire, invitandoli ad esprimersi e a dare vita ad azioni opportune per la difesa del territorio, del suo sviluppo turistico e della salute dei cittadini. A meno che non avesse già deciso e deliberato di opporre un chiaro e fermo diniego alla richiesta. Considerato che in data 12 luglio dovrà essere comunicata la decisione irrevocabile dell’amministrazione sarebbe opportuno che i gruppi e le associazioni, i partiti, i movimenti e la società civile si costituissero in comitato per seguire la vicenda ed informare i cittadini dello sviluppo dell'iniziativa, anche affiancando, ove richiesto, l’amministrazione comunale. Voglio ricordare che in passato, con in testa il sindaco Renzo Lo Piccolo, i cittadini hanno occupato i terreni in cui si sarebbero dovuti costruire imponenti canaloni e che, sindaco Antonio Randazzo in testa, seguito dal consiglio comunale tutto e da numerosissimi cittadini si è ottenuto dal Prefetto, da cui siamo stati ricevuti, l’annullamento di un progetto che prevedeva la costruzione di una vasca per l’amianto nella discarica di inerti".

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