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Cronaca Politeama / Via generale Magliocco, 44

Un caffè col Gattopardo, in via Magliocco una statua di Tomasi di Lampedusa seduto al tavolino del Bar Mazzara

Il progetto, promosso dall'associazione Prua e finanziato dalla Regione per una spesa complessiva di circa 90 mila euro, intende rivitalizzare l'area dove nei prossimi mesi aprirà il ristorante Charleston, che nei locali della celebre insegna è stato fino al 2000

Un caffè con il Gattopardo seduti al tavolino di un bar. Così, grazie a una statua di bronzo, sarà possibile andare indietro nel tempo. Perché il bar in questione è proprio quello dove Tomasi di Lampedusa ha scritto parte del suo romanzo: si tratta dell'ex Bar Mazzara di via Magliocco, che nei prossimi mesi riaprirà sotto l'insegna del Charleston, il noto ristorante che lascia Mondello per tornare in centro, per com'è stato in origine. 

Nuova vita per l’ex bar Mazzara, il Charleston lascia Mondello e ritorna in via Magliocco

Il progetto di una statua a grandezza naturale 

Il progetto per l'installazione della scultura a grandezza naturale dedicata a Giuseppe Tomasi di Lampedusa è stato presentato a fine 2018 dall'associazione Prua (Progetto risorse umane per l'autonomia). L'iter, che ha subito una battuta d'arresto per via della pandemia, solo adesso prende definitivamente forma. L'opera sarà collocata in piazzetta Flaccovio, lo spazio pedonale tra piazzale Ungheria e via Magliocco sul modello di altre sculture di grandi scrittori, come quella di James Joyce a Triste o di Fernando Pessoa a Lisbona. 

Per la progettazione dell'opera, il cui bozzetto sarà realizzato dalla cattedra di scultura dell'Accademia di Belle arti di Palermo, è stato chiamato il professore Giuseppe Agnello che da coordinatore del corso sarà coadiuvato dai suoi studenti. La statua di bronzo sarà poi prodotta da una delle più prestigiose fonderie d'Italia, quella di Massimo Del Chiaro a Pietrasanta, in provincia di Lucca. 

Via Magliocco piazzetta Flaccovio (4)

Quanto costerà la statua di Tomasi di Lampedusa 

Costo complessivo dell'operazione 90 mila euro. Circa 35 mila saranno destinati all'Accademia tra studi preparatori e ideazione dell'opera, realizzazione del bozzetto in formato ridotto (in scala 1.33), ingrandimento dell'opera in misura reale e infine realizzazione del modello in gesso. Altri 45 mila euro, invece, andranno alla fonderia per lo stampo negativo sull'opera in gesso e la realizzazione di una o più fusioni in bronzo, secondo il metodo tradizionale "a cera persa". Infine, altri 10 mila euro verranno destinati al trasporto e alla collocazione dell'opera e all'attività di promozione. 

Dal restauro della villa alla serie tv: Palermo celebra il Gattopardo 

Gambe accavallate, seduto di sbieco e con il gomito appoggiato. Di fianco una sedia vuota, in attesa di un altro ospite, mentre lo scrittore si trova intento a scrivere il suo Gattopardo. Apparirà così la statua di fronte all'ex Bar Mazzara. Lo storico caffè, aperto nel 1909, era frequentato da intellettuali, politici, imprenditori, famosi attori, aristocratici e borghesi che lì si davano appuntamento. 

Nell'anno in cui ricorrono i 65 anni della prima uscita del Gattopardo (primo romanzo datato 1958) e i 60 anni dal film che lo rese celebre (al cinema nel 1963) a firma di Luchino Visconti, questo progetto si inserisce in un percorso che la città sta facendo per ricordarlo: dal restauro della Villa del Gattopardo, la dimora dei principi di Lampedusa tornata al suo antico splendore grazie a un intervento costato 6 milioni di euro a opera di Tommaso Dragotto, alle riprese della serie televisiva con Kim Rossi Stuart che andrà in onda su Netflix. 

Carrozze, bombette e Kim Rossi Stuart: Il Gattopardo a Palermo, entriamo nel set "ottocentesco"

Si tratta della prima installazione di questo tipo a Palermo. "Cinque anni fa pensavamo che un'iniziativa di questo tipo avrebbe certamente rivitalizzato l'area - racconta a PalermoToday Luigi Sanlorenzo, presidente dell'associazione Prua - e favorito la riapertura del Bar Mazzara. Ora che, quasi profeticamente, riapre davvero (anche se con un altro nome ndr), questo progetto non può che essere una conferma. Adesso la pratica è sul tavolo della commissione tecnica dell'assessorato ai Beni culturali. La Regione Siciliana si occuperà del finanziamento, mentre il Comune approverà la deliberà per l'installazione sul suolo pubblico. Rispetto a iniziative più sofisticate, può apparire più popolare, ma se questo può aiutare a far scoprire il Gattopardo, la troviamo più che conducente". 

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