"Ti seppellisco in una colata di cemento": minaccia la ex, condannato a due anni

Dovrà anche pagare 30 mila euro di risarcimento danni un imprenditore edile palermitano di 42 anni residente in Romagna. L'uomo non ha mai accettato la fine del matrimonio, iniziando così a perseguitare l'ex moglie

Sono stati i giudici del collegio a mettere la parola fine alla travagliata vicenda vissuta da una donna vittima delle violenze dell'ex marito palermitano, il quale, una volta terminata la relazione, si era trasformato in uno stalker. Due anni di reclusione oltre al pagamento di 30 mila euro come risarcimento danni: questa la condanna inflitta all'uomo, un imprenditore edile. Il matrimonio della coppia, che risiede a Rimini, era naufragato nel 2011 quando si erano separati. Ma il palermitano, 42 anni, non aveva accettato la fine della storia e aveva iniziato a perseguitare la ex, una donna di Riccione.

Poi le minacce, di questo tenore: "Ti seppellisco in una colata di cemento". I primi episodi risalgono all'ottobre del 2011: pedinamenti, telefonate e appostamenti. Nel frattempo lei si era rifatta una vita allacciando una nuova relazione. Un particolare che, una volta giunto alla conoscenza del quarantaduenne, aveva scatenato nell'uomo un'aggressività sempre maggiore che si era riversata, oltre che sulla ex moglie, anche sui figli della coppia.

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L'imprenditore aveva minacciato di "sgozzare il nuovo compagno della ex e di fargli bere il proprio sangue". Oltre ad atti intimidatori come l'incendio dell'auto e di un locale che il nuovo partner gestiva nel palermitano. La situazione si era così fatta sempre più grave tanto che, dopo quasi un anno, la donna, assistita dall'avvocato Luca Greco, alla fine era stata costretta a rivolgersi ai carabinieri facendo partire un'indagine della magistratura al termine della quale il palermitano era finito a processo. Quindici in tutto le denunce. I giudici hanno condannato l'uomo a due anni di reclusione oltre al pagamento di 30 mila euro come risarcimento danni.

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