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Venerdì, 30 Settembre 2022
Cronaca Partinico

"Non ha perseguitato e minacciato la sua vicina": assolto dopo oltre un anno di detenzione

Antonino Rossello, 44 anni, era stato accusato di stalking dalla donna: le avrebbe reso la vita impossibile per farla andare via ed impossessarsi della sua casa popolare. L'imputato era finito in carcere e aveva poi ottenuto i domiciliari. Le testimonianze di altri condomini l'hanno però del tutto scagionato. E' tornato libero qualche giorno fa

Ha trascorso più di un anno tra carcere e arresti domiciliari con l'accusa di aver perseguitato una vicina, insultandola e minacciandola perché avrebbe voluto - secondo la Procura - occupare la sua casa popolare. Adesso, però, Antonino Rossello, 44 anni, di Partinico, è stato assolto dal giudice della seconda sezione del tribunale monocratico: non ci fu stalking.

Una storia, quella al centro del processo - dove l'imputato è stato assistito dall'avvocato Massimiliano Russo - che inizia ad aprile del 2020, quando la presunta vittima denuncia che ripetutamente Rossello avrebbe bussato a casa sua e cercato di sfondare pure la porta d'ingresso, ma anche che l'imputato l'avrebbe minacciata diverse volte, dicendole: "Appena parcheggi le macchine qui gli do fuoco e devi sparire, anche i cani, altrimenti te li avveleno e faccio sparire anche la tua famiglia". In un'altra occasione l'avrebbe offesa: "Sei una p..., fai schifo, sei brutta, se non ve ne andate e mi lasciate l'immobile libero farete una brutta fine, io vi ammazzo non me ne fotte un cazzo di farmi la galera tanto dopo due giorni sono fuori e vi vengo ad ammazzare".

Secondo la denuncia della donna, inoltre, Rossello avrebbe anche rigato la fiancata dell'auto del suo compagno e ne avrebbe tagliato gli pmeumatici. Violenze finalizzate - a dire della presunta vittima - a farla andare via per potersi impossessare del suo appartamento.

Alle accuse aveva creduto il gip Claudia Rosini, che aveva disposto l'arresto e la detenzione in carcere per l'imputato. Misura confermata poi dal tribunale del Riesame. L'imputato era poi riuscito ad ottenere i domiciliari, ma lontano da casa sua (e dalla sua famiglia) perché lì abita anche la presunta vittima. Alla fine, però, dal dibattimento, grazie anche alle testimonianze di altri vicini, è venuto fuori che le lamentele contro la donna sarebbero state generalizzate all'interno del condominio e che comunque Rossello non avrebbe messo in atto alcuna persecuzione nei suoi confronti. Tanto che è stata poi la stessa Procura a chiedere l'assoluzione per l'imputato che, tuttavia è tornato libero solo un paio di giorni fa.

Prima di tutto la difesa ha dimostrato che non ci fosse alcuna prova per sostenere che a danneggiare l'auto fosse stato proprio Rossello. Dal racconto degli altri vicini è emerso poi che la presunta vittima avrebbe tenuto sul suo balcone, in una sorta di veranda, ben otto cani e che questo avrebbe creato non pochi problemi ai condomini. L'imputato non avrebbe minacciato di morte nessuno (neppure i cani), ma si sarebbe limitato a far presente - magari con modi non proprio pacatissimi - che tra rumore e puzza quegli animali sarebbero stati fastidiosi. Il giudice ha creduto a questa ricostruzione alternativa dei fatti ed ha quindi deciso di assolvere l'imputato.

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