Stabilizzazione dei precari degli enti locali, c'è il via libera del Tar: "Non servono concorsi"

Una sentenza del 29 gennaio metterebbe fine alla diatriba tra Corte dei Conti e Regione sulla questione. I sindacati esultano: "Si continui sulla strada delle stabilizzazioni per ridurre il precariato e valorizzare la professionalità di questi lavoratori"

Via libera alla stabilizzazione dei precari negli enti locali. Il tribunale amministrativo di Palermo, chiamato a decidere in merito a un ricorso sul bando di concorso del Comune di Palermo riservato agli "ex articolisti" per 16 posti di funzionario tecnico architetto, nella sentenza afferma che "l'obbligo del concorso pubblico, con riserva di posti per esterni, non ricorre se ci sono evidenti ragioni di interesse pubblico. E ridurre il precariato lo è, decisamente". 

Ne danno notizia i sindacalisti Sebastiano Cappuccio, appena eletto segretario generale della Cisl Sicilia, e Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia: "Ci auguriamo che questa sentenza metta fine alla diatriba tra Corte dei Conti e Regione e faccia luce sulla questione, così che i Comuni possano procedere con le stabilizzazioni dei precari. Il ruolo di questi lavoratori è fondamentale per le amministrazioni, per mantenere eimplementare la qualità dei servizi resi ai cittadini".

La sentenza del 29 gennaio arriva a pochi giorni dalla diffusione di tre pareri della Corte dei Conti destinati ai Comuni di San Pier Niceto, Milazzo e Custonaci che mettevano in dubbio la legittimità delle stabilizzazioni dei precari se non supportate da altrettante assunzioni di esterni tramite concorso pubblico e con pari risorse.  

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"Una eventualità che il Tar sembra mettere da parte, ribadendo - concludono i sindacalisti - che la professionalità di questi lavoratori, acquisita in anni di lavoro con contratti a tempo determinato, non può essere sprecata e i diritti che hanno maturato vanno assolutamente riconosciuti, così come previsto dalle leggi nazionali e regionali".

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