Peppino Impastato slogan per gli occhiali: la Glassing ritira lo spot

Sessantatremila persone hanno firmato la petizione lanciata da Ivan Vadori su Change.org partita lo scorso 2 gennaio. Il pubblicitario Pasquale Diaferia ha chiesto scusa per non aver chiamato la famiglia chiedendo l'autorizzazione dell'utilizzo dell'immagine di Peppino

La Glassing ha ritirato lo spot che utilizzava l’icona di Peppino Impastato per pubblicizzare i propri occhiali. A darne notizia Ivan Vadori, regista del documentario "La voce di Impastato" che così commenta l'accaduto: "Abbiamo vinto".

Ivan Vadori è stato promotore della raccolta firme su Change.org partita lo scorso 2 gennaio all'indomani della comparsa sui giornali dello spot in cui i versi di Peppino sulla bellezza venivano usati a fini di marketing: “Insegnamo la bellezza alla gente. Così non avremo più abitudine, rassegnazione, ma curiosità, stupore”.

“La bellezza a cui pensava Peppino era fatta di spontaneità e non di marketing. Era impegno civile e non mercificazione. Per questo la famiglia Impastato ha deciso di donare la casa di Peppino alla società civile, quella casa è oggi patrimonio di tutti. Peppino è di tutti, nessuno può appropriarsi del suo nome”, questi i motivi che hanno portato la famiglia ad intraprendere anche le vie legali per ottenere l'oscuramento del video.

Le 63 mila firme raccolte sono state consegnate proprio dal regista al pubblicitario della Glassing, Pasquale Diaferia, che sabato scorso ha partecipato al convegno “Peppino Impastato: l’icona e la realtà” che ha visto coinvolti diversi rappresentanti dell’antimafia di Cinisi (Palermo), gli amici e familiari di Impastato.

"All’incontro, al quale ho avuto il piacere - racconta Vadori - il pubblicitario ha dichiarato: “Io chiedo scusa ufficialmente per non aver chiamato la famiglia chiedendo l’autorizzazione dell’utilizzo dell’immagine di Peppino Impastato”.

"Questa è la vittoria di tutti coloro che hanno firmato la nostra petizione e che si riconoscono nella figura di Impastato come esempio educativo di grande integrità morale per aver contrastato Cosa Nostra in ogni sua forma, prendendo le distanze nei confronti del padre Luigi affiliato alla Mafia. Peppino Impastato all’età di 15 anni ha conosciuto cos’era l’organizzazione criminale Cosa Nostra e promettendosi di dare la vita per opporsi ad essa ha mantenuto tale impegno. Un sincero grazie a tutti coloro che hanno sostenuto la nostra petizione da ogni parte dell’Italia e con diversi contatti dal mondo dove Peppino è conosciuto. L’icona di Impastato non può in alcun mono essere mercificata", ha continuato.

Raggiunto l'obiettivo si pensa già al prossimo: consegnare alla collettività il casolare dove Peppino Impastato fu assassinato. La petizione, lanciata dalla Rete 100 Passi, di cui Giovanni Impastato, fratello del militante ucciso, più volte si è fatto portavoce ha lo scopo di chiedere al Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, di agire in questa direzione;

Firma la petizione

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