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Giovedì, 20 Giugno 2024
Cronaca

Maxi rissa in campo tra Fincantieri e Sporting Termini, mano pesante del giudice sportivo

E' una vera stangata per il club palermitano: la punizione inflitta prevede la sconfitta a tavolino per 0-3, l’ammenda di mille euro e l’obbligo della disputa di quattro gare a porte chiuse oltre alla squalifica di sei calciatori

La stangata era nell'aria e puntualmente è arrivata. Si abbatte la mannaia del giudice sportivo dopo la maxi rissa di sabato scorso avvenuta al campo comunale di Campofelice di Roccella durante la partita tra Sporting Termini e Fincantieri Palermo. Il match era valido per il campionato allievi regionali under 17. E' una vera stangata per il club palermitano: la punizione inflitta dal giudice sportivo prevede la sconfitta a tavolino per 0-3, l’ammenda di mille euro e l’obbligo della disputa di quattro gare a porte chiuse.

Inoltre sei calciatori della Fincantieri sono stati squalificati. Dieci le giornate di squalifica inflitte al capitano della squadra palermitana "per avere provocato la rissa". Otto turni inflitti ai tesserati della Fincantieri. Squalificato anche un calciatore dello Sporting Termini: per lui cinque giornate di stop. Sul posto per riportare la calma sabato erano intervenute due pattuglie dei carabinieri. 

Da stabilire se le due società presenteranno ricorso. Già il giorno dopo in un lunghissimo post su Facebook pubblicato dallo Sporting Termini, il club aveva dichiarato: “I ragazzi dello Sporting Termini sono stati aggrediti con pugni, calci e pestati a terra con violenza inaudita inspiegabile, ragazzi che sembravano animali impazziti.... In tutto ciò anche l'invasione di campo da parte dei genitori (padri e madri) che hanno inveito e strattonato anche l'arbitro che aveva sospeso la partita”. La Fincantieri aveva replicato alle accuse mosse via social dalla squadre rivale e si era difesa così: “Condanniamo fermamente qualsiasi gesto violento, siamo consapevoli che i valori dello sport sono ben altri. I fatti avvenuti vanno però ricostruiti minuziosamente e non via social. I responsabili, dall’una e dall’altra parte, dovranno pagarne le conseguenze, ma solo quando appunto le responsabilità saranno individuate grazie anche al contributo determinante del referto arbitrale. Ci dispiace avere visto una comunicazione, a nostro avviso scomposta, fatta tra l’altro via social, da parte della consorella. Ci riserviamo quindi di approfondire l’accaduto anche con un supporto legale e di agire di conseguenza: non ci sottraiamo ad eventuali nostre responsabilità, ma siamo pronti a tutelarci in tutte le sedi opportune”.

Sull’episodio interviene il deputato regionale di Sicilia Vera Sud chiama Nord Salvatore Geraci stigmatizzando con forza quanto accaduto ed esprimendo vicinanza alle vittime dell'aggressione afferma che "il vero spirito dello sport è quello di una sana competizione, accompagnata dal rispetto delle regole, dei ruoli, e con comportamenti leali. Quanto avvenuto solleva un grave allarme sociale e bisogna intervenire affinché episodi del genere non si ripetano. Bisogna lavorare in modo sinergico affinché la violenza sia estirpata dalla cultura in generale, tanto più quando si parla di ragazzi che disputano una partita di calcio. È triste dover accomunare le parole violenza a quella del gioco. Lo è ancor di più se si pensa che i protagonisti sono tutti ragazzi delle giovanili. C’è tanto lavoro da fare. Non mi tiro indietro perché la cultura della non violenza è una responsabilità di tutti noi".

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