Bagni ''a distanza'' e niente aperitivi: come cambia la spiaggia ai tempi del Covid

L'Istituto superiore di sanità detta le regole per la frequentazione delle spiagge nell'estate dell'emergenza Coronavirus: tutte le misure per bagnanti e addetti ai lavori

Controllo della temperatura e prenotazioni per i lidi ma non solo, bagni ad un metro di distanza, niente party o aperitivi in spiaggia: l'estate durante l'emergenza Coronavirus sarà senza dubbio anomala. Quelle appena elencate sono soltanto alcune delle regole dettate dall'Istituto superiore di sanità per una frequentazione sicura delle spiagge nell'estate della pandemia di Covid-19. Tutto questo mentre - va detto - la Sicilia per il secondo giorno di fila ha fatto registrare zero contagi.

Le indicazioni sono contenute nel 'Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus Sars-CoV-2', redatto dal Gruppo di lavoro Ambiente-Rifiuti Covid-19 in collaborazione con il ministero della Salute, l'Inail, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato-Regioni, esperti delle Arpa e altre istituzioni. Nel report per una balneazione sicura - spiega l'Iss - sono fornite raccomandazioni per tenere sotto controllo i rischi sanitari, integrando i documenti che Inail e Conferenza Stato-Regioni avevano già pubblicato.

Coronavirus, prenotazioni e controllo della temperatura

Tra le indicazioni rivolte a gestori e bagnanti, si raccomanda fra le altre cose di "prenotare l'accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l'elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy". Si consiglia inoltre di "controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti, con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5°C".

Coronavirus, addo agli aperitivi e party in spiaggia 

Addio agli aperitivi in spiaggia nell'estate del coronavirus. Tra le regole dettate dall'Istituto superiore di sanità (Iss) c'è infatti la raccomandazione di "vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l'altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet". Inoltre si consiglia "di interdire gli eventi musicali, con la sola eccezione di quelli esclusivamente di 'ascolto' con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale".

Coronavirus, distanza di un metro anche in acqua

Distanza di sicurezza anti Covid-19 non solo in spiaggia, ma anche in mare. L'Iss raccomanda anche "di garantire un distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione".

Si consiglia inoltre "di fornire disinfettanti e Dpi (Dispositivi di protezione individuale, ndr) adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e utilizzare obbligatoriamente Dpi in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attività a rischio". Più in generale, per tutti viene indicato l'"uso di mascherine quando le misure di distanziamento siano di difficile mantenimento (le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati)".

Coronavirus, Iss: ''Bagni sospesi se acque a rischio''

"E' possibile prevedere la sospensione, a carattere cautelativo, della balneazione qualora i dati storici di monitoraggio segnalino l'area come interessata, direttamente o indirettamente, dalla presenza di reflui non depurati, scarichi illeciti e/o contaminazione da fosse settiche, che possono influenzare la qualità delle acque nell'area di balneazione". E' uno dei passaggi del 'Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus Sars-CoV-2', diffuso dall'Istiuto superiore di sanità (Iss).

"Le norme ambientali - spiega infatti l'Iss - richiamano e rafforzano la vigilanza su eventuali scarichi illeciti di reflui nei corpi idrici (mare, fiumi, laghi), sul controllo degli impianti di depurazione e sugli scarichi da imbarcazioni. Una particolare attenzione deve essere anche indirizzata all'applicazione delle norme di controllo delle acque di balneazione". Fatte salve irregolarità relative alla depurazione, "assume invece scarsa rilevanza il rischio correlato alla potenziale contaminazione delle acque da reflui o da escreti infetti presenti a monte dell'area di balneazione o diffusi da imbarcazioni. Le misure di controllo e monitoraggio a carattere ambientale e sanitario applicate in base alla normativa vigente, infatti, ma anche la suscettibilità` del virus alle variabili ambientali, rendono trascurabile il rischio".

Coronavirus, le regole per le spiagge libere

L’informativa e la sorveglianza, in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, risulta di difficile praticabilità. Pertanto, in questo ambito sono chiamati i sindaci e/o agli altri enti locali competenti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi e, ove necessario, a definire attività di vigilanza sul rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.

Rimangono valide le seguenti indicazioni: rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro; responsabilità di vigilanza sul distanziamento anche dei bambini; misure di igiene personale, pulizia e disinfezione frequenti delle mani; igiene respiratoria: starnutire e/o tossire in fazzoletti di carta o nel gomito; uso di mascherine quando le misure di distanziamento siano di difficile mantenimento (le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati).

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