Cronaca

Spese pazze all'Ars, ex capogruppo Adamo dovrà restituire 65 mila euro

Così hanno deciso i giudici della Corte dei conti confermando in appello quanto stabilito dalla sentenza di primo grado per l'ex capogruppo di Futuro e Libertà, tra il 2009 e il 2010. Prescritte alcune spese come quella per una Loius Vuitton da 440 euro

Giulia Adamo, ex capogruppo di Futuro e Libertà ed ex sindaco di Marsala

L’ex sindaco di Marsala ed ex capogruppo all’Ars di Futuro e Libertà condannata a risarcire un danno erariale da 65.554,90 euro. Così hanno deciso i giudici della Corte dei conti della sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana per Giulia Adamo, confermando quanto stabilito nella sentenza di primo grado contro la quale l’ex deputata, difesa dall’avvocato Alessandro Dagnigno, aveva presentato ricorso.

Tra le spese contestate, relative al periodo compreso tra il 2009 e il 2010, l’erogazione una tantum di 53.790 euro (senza documentazione giustificativa) per i deputati del gruppo Futuro e Libertà, rimborsi per le campagne elettorali dei deputati Scilla, Mineo, Greco e Currenti per poco più di 10 mila euro, cui si aggiungono spese per ristorazione e necrologi.

Rispetto all’originaria contestazione di 2.430 euro per alcuni regali, sulla quale si erano già espressi i giudici nella sentenza poi appellata, è stato riconosciuto un danno erariale di 1.990 che comprende un boccale d’argento da 1.690 euro come regalo di nozze per il figlio di un deputato e tre bottiglie di vino, almeno una delle quali donate a Gianfranco Micciché. Non dovrà rispondere dell’acquisto di una borsa Louis Vuitton da 440 euro poiché la spesa è andata in prescrizione.

Tra le spese prescritte anche alcune di quelle relative al capitolo "ristorazione". Dei 9.400 euro passati sotto la lente dei giudici contabili, serviti fra le altre cose per pranzi e cene a “La Scuderia” o per un catering curato da Natale Giunta, l’ex capogruppo Adamo dovrà rispondere di 1.650 euro. Inutili i tentativi della difesa di appellarsi a difetti giurisdizione per “mancanza di vincolo di destinazione pubblicistica e per mancanza della norma istitutiva del dare conto sull’uso di risorse”.

Nella sentenza, sulle spese relative ai deputati del gruppo, i giudici Giovanni Coppola (presidente), Vincenzo Lo Presti, Tommaso Brancato, Valter Del Rosario (consiglieri) e Guido Patrigni (relatore), ricordano: “I deputati percepiscono già una diaria giornaliera fissa e variabile, un’indennità parlamentare (comprensiva rimborso spese di segreteria e di rappresentanza) e indennità per spese di viaggio, trasporti, spese telefoniche e servizi informatici”.

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