Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Sperone

Orto, cinema all’aperto e campi sportivi: architetti e studenti ridisegnano lo Sperone

Sono le idee proposte al Comune da Lab Sperone Children, workshop che ha impegnato professionisti e allievi dell’Università e dell’Accademia di Belle arti. I progetti riguardano l’area in cui sorgeva l’asilo nido rimasto incompiuto

La presentazione dei progetti

Un progetto funzionale e di facile attuazione, per realizzare entro l’estate un orto didattico, un luogo per attività culturali all’aperto e un campo sportivo polifunzionale in vista dell’arrivo di un nuovo asilo nido. Sono le idee progettuali di Lab Sperone Children, il workshop di rigenerazione urbana partecipata che ha impegnato trenta tra architetti professionisti e studenti di architettura dell’Università e dell’Accademia di Belle arti e che è stato consegnato all’amministrazione comunale.

Le idee progettuali riguardano l’area su cui sorgeva l’asilo nido rimasto incompiuto per 40 anni, devastato e dato alla mafia e diventato nascondiglio per tossicodipendenti e luogo di spaccio.

Presenti all’incontro il sindaco Leoluca Orlando; l’assessore al Decoro Fabio Giambrone, l’assessore alla Scuola, Giovanna Marano, l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Prestigiacomo che ha già presentato un progetto di asilo nido prefabbricato a un bando di finanziamento della Regione.

Il workshop ha avuto come tutor gli architetti: Pietro Airoldi; Marco Alesi, Cristina Calì, Alberto Cusumano (Studio AM3); Walter Parlato; Nicola Piazza; Sebastiano Provenzano; e Sergio Sanna.

“Lo Sperone è Palermo e Palermo è lo Sperone – dice il sindaco Leoluca Orlando - Quello che è accaduto qui con questo percorso partecipato è la dimostrazione che tutto si tiene. E' la dimostrazione che non esistono periferie ma tanti centri. Allo Sperone e a Brancaccio, grazie alla grande forza di volontà dei genitori, degli insegnanti, dell'amministrazione comunale e degli architetti si è attivato uno splendido metodo di lavoro. Per noi è uno stimolo e una sfida, che accogliamo volentieri, a far sì che questi progetti si tramutino al più presto in una realtà vivibile e vissuta dai bambini, dalle bambine e da tutti gli abitanti del quartiere”.

Le idee

L’area interessata è di poco meno di 5 mila metri quadri. Il futuro asilo occuperà il 10 per cento degli spazi mentre tutto il resto interpreterà i desideri/bisogni emersi dal confronto con la cittadinanza e i bambini.

Due gli interventi progettuali elaborati dal workshop: il primo minimo e immediato – da qui a settembre - e l’altro che guarda a un orizzonte più lontano e propone anche un modello di bando – tipo per la messa in opera del futuro asilo, in base alle istanze arrivate dalla comunità nei mesi scorsi. Da febbraio ad oggi, gli architetti partecipanti al workshop insieme ad un gruppo di studenti Pianificatori del dipartimento di Architettura dell’Università coordinati dal professore Dino Trapani, hanno infatti esaminato centinaia di disegni dei bambini dell’Ics Sperone e ascoltato i pareri degli abitanti. Al centro: l’esigenza di avere oltre a un asilo nido, un luogo dove poter giocare, stare insieme, svolgere attività sportive e culturali durante tutto l’arco della giornata.

Desideri che Lab Sperone Children ha trasformato in un percorso progettuale in tappe da qui a settembre, utilizzando ciò che rimane della vecchia struttura e trasformandolo in arredo e stimolo per l’immaginazione. La parte più esterna, la prima su cui si interverrà, diventerà già a giugno un orto didattico in cui realizzare attività per il tempo d’estate: unificando le aiuole si creerà un grande giardino curato proprio dai bambini dell’Istituto comprensivo Sperone-Pertini. A Luglio, invece, sarà sistemata un’altra parte dell’area per farne un Playground sperimentale in cui poter organizzare, tra l’altro, proiezioni di cinema all’aperto e laboratori. Sempre in questa fase verrà realizzato un piccolo belvedere con vista sul mare, sfruttando alcuni gradini esistenti e creando una piccola terrazza da cui guardare l’orizzonte. Ad agosto si prevede la stesura di un suolo antitrauma per realizzare un campo polifunzionale utilizzabile per il calcetto ma anche per altri giochi di squadra come il basket o la pallavolo.

Infine, a settembre, saranno realizzati i lavori della piazza/giardino che occuperà lo spazio dell’asilo demolito e in cui, sfruttando i vuoti e i pieni del basamento, verranno create aree a verde e giochi d’acqua proprio come in tanti disegni dei bambini.

Soddisfatto l’assessore Fabio Giambrone: “Fin dal momento della demolizione ho detto che diventava fondamentale rendere fruibile quest’area in breve tempo. Da allora non ci siamo mai fermati e le idee presentate oggi vanno nella stessa direzione”.

Lab Sperone Children

Lab Sperone Children nasce come percorso condiviso di rigenerazione urbana subito dopo la demolizione dell’asilo incompiuto il 19 febbraio scorso. La proposta, partita dall’Ordine degli architetti viene infatti subito condivisa dal Comune e dall’Istituto Sperone-Pertini, in prima linea da anni per la riqualificazione dell’area e del quartiere. Il workshop è stato ufficializzato da una call dell’Ordine degli Architetti l’11 aprile scorso e ha coinvolto trenta tra architetti, studenti dell’Università e dell’Accademia di Belle Arti, trasformando - dal 2 al 4 maggio - la scuola in un incubatore di rigenerazione urbana. Nelle settimane precedenti, un altro gruppo di Pianificatori ha invece svolto interviste agli abitanti del quartiere. Il 17 aprile, inoltre, si è tenuta un’affollata assemblea di quartiere alla presenza del vicesindaco Fabio Giambrone e dell’assessora alla Scuola, Giovanna Marano.

“Un percorso - dice il presidente dell’Ordine degli architetti Francesco Miceli - che ci ha permesso di sperimentare un modo nuovo di fare progettazione e ripensare gli interventi sugli spazi pubblici, per fare dell’architettura e delle nostre competenze uno strumento di benessere e partecipazione della comunità”.

“Lab Sperone Children è stato lo spazio del noi – sottolinea la preside dell’Istituoto Sperone–Pertini Antonella Di Bartolo – Attorno a questa elaborazione ci siamo ritrovati in tanti: la scuola, l’amministrazione comunale, l’Ordine degli architetti. E ancora: associazioni, cittadini, bambini. E’ stato un percorso straordinario, una palestra di cittadinanza, un’occasione per elaborare progetti e azioni a partire da valori e visioni condivise”.

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