Scontro sullo stop ai rifiuti diretti in Piemonte, il ministro: "E' inammissibile"

Così Gian Luca Galletti dopo il presunto "no" incassato dal sindaco torinese. M5S: "Crocetta si dimetta. Una bufala l'opposizione della Appendino". La Ato-R Torinese: "Mai stati interpellati". E intanto l'immondizia va a Melilli

(foto archivio)

Spedizione di rifiuti dalla Sicilia "in alto mare" dopo l’opposizione del sindaco di Torino. Regna ancora il caos sull’emergenza discariche nell’isola dopo l’ipotesi, che sembrerebbe ormai essere naufragata, del governatore Rosario Crocetta di inviare 1.300 tonnellate di immondizia in Piemonte. Dopo aver incassato l’ok da Sergio Chiamparino, presidente della regione Piemonte, è stato il sindaco Cinquestelle di Torino, Chiara Appendino, a respingere l’ipotesi. Ad affrontare la vicenda anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che al termine di un incontro che si è tenuto a Bari ha bacchettato la Regione Siciliana sulla gestione dei rifiuti, ma ha spezzato una lancia in favore di Chiamparino che "ha semplicemente risposto, con molta responsabilità istituzionale, a un invito che io personalmente gli ho fatto per risolvere un problema emergenziale". Intanto Crocetta ha comunicato che, nelle more di trovare una soluzione, 26 Comuni del Palermitano potranno conferire a Melilli.

Quella dei rifiuti, oltre a essere un’emergenza, rischia di innescare uno scontro istituzionale. Il ministro Galletti, oggi, si è detto amareggiato dopo il respingimento da parte del primo cittadino di Torino: "Far prevalere i piccoli interessi politici sugli interessi nazionali è gravissimo. Oltretutto il Piemonte già importa decine di tonnellate di rifiuti dalla vicina Liguria. Allora qualcuno mi deve spiegare perchè i rifiuti siciliani sono peggio di quelli della Liguria. Questo è inammissibile". Il problema rappresentato però da alcuni amministratori piemontesi coinvolti nella vicenda, nonché dal sindaco Appendino, non sarebbe legato all’origine dei rifiuti, ma ad altro: superamento dei limiti di smaltimento previsti dalla legge, natura dei rifiuti, amministratori esautorati dei propri poteri e presunti “sgambetti istituzionali. In poche parole "preferirebbero" non accogliere e trattare rifiuti che arrivano da fuori.

Per tamponare l’emergenza, intanto, Crocetta avrebbe trovato un’altra soluzione: "I comuni del Palermitano gestiti dalla Rap, esclusi Palermo e Ustica che continuano a conferire regolarmente a Bellolampo, per i giorni di venerdì e sabato nei limiti dei quantitativi già loro assegnati, potranno conferire presso l’impianto Cisma Ambiente di Melilli (Siracusa)". Weekend "salvo", dunque, per Altofonte, Balestrate, Borgetto, Capaci, Cinisi, Giardinello, Isola delle Femmine, Montelepre, Terrasini, Torretta, Bolognetta, Campofiorito, Camporeale, Contessa Entellina, Corleone, Lercara Friddi, Marineo, Misilmeri, Monreale, Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi, Prizzi, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Santa Cristina Gela e Vicari. "L’impianto è provvisto di apposito trattamento di tritovagliatura e biostabilizzazione. A partire da lunedì potranno recarsi tranquillamente presso l’impianto di Bellolampo. Il provvedimento è stato preso - ha spiegato il Presidente - in relazione al sovraccarico raggiunto da Rap in questi giorni, per consentire alla società di Bellolampo di poter smaltire il pregresso e razionalizzare i conferimenti presso la discarica palermitana. Con tale provvedimento - conclude Crocetta - evitiamo una esasperazione della crisi sui rifiuti".

LEGGI ANCHE: BELLOLAMPO, I SINDACATI: "PARALISI ANNUNCIATA"

Duro come sempre il commento del Movimento 5 Stelle Siciliano, che parlando di bluff invoca le dimissioni di Crocetta. "Dopo aver fallito su tutti i fronti il governo regionale ora soffoca sotto montagne di rifiuti e di bugie che stanno compromettendo la stagione turistica e rischiano di sconfinare in emergenza sanitaria. Ora Crocetta e la Contrafatto gridano persino al complotto, quando noi dicevamo da tempo che senza una seria programmazione e gli impianti a supporto della raccolta differenziata si sarebbe arrivati, ovviamente, a questo punto". "Fra l'altro - aggiunge Giancarlo Cancelleri - la terribile toppa che stanno cercando di mettere rischia pure di saltare, ma non per il 'no' della Appendino, come stanno cercando fare di credere, visto che il comune di Torino è socio solo al 18% della società che gestisce l'inceneritore. L'Appendino pertanto, anche volendo, non potrebbe bloccare nulla".

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A confermare quanto sostenuto dai Cinquestelle una nota (riportata integralmente ndr) dell’azienda che esercita l’attività di regolazione del sistema di gestione integrata dei rifiuti urbani: "Ato-R ha appreso dagli organi di stampa la disponibilità di massima della Regione Piemonte, ‘sentita l’Ato-R Torinese’, ad accogliere temporaneamente i rifiuti urbani indifferenziati prodotti nel territorio della Regione Siciliana presso l’impianto di termovalorizzazione di Torino. Pur sottolineando l’impegno di Ato-R a fornire la massima collaborazione ai territori che si trovassero in situazioni di emergenza nella gestione dei rifiuti, con la presente si precisa che la scrivente non si è mai espressa ufficialmente in merito ai rifiuti della Sicilia, non essendo prevenuta alcuna richiesta formale dalla Regione Piemonte in tal senso. Non appena Ato-R sarà ufficialmente interpellata sarà cura dell’assemblea dell’ente pronunciarsi nella prima seduta utile che si terrà presumibilmente a settembre. Si porgono cordiali saluti".

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