Specializzazioni mediche, 200 specializzandi in Medicina generale ammessi al test d’accesso

Il Tar ha accolto il ricorso dello studio legale Leone-Fell in rappresentanza degli studenti che non avevano potuto fare domanda di ammissione perchè già iscritti al corso di formazione specifica in Medicina generale

Non avevano potuto fare domanda di ammissione al test d’accesso alle Specializzazioni mediche in quanto già iscritti al corso di formazione specifica in Medicina generale. In oltre 200 si rivolgono allo studio legale Leone-Fell per avviare un’azione legale che consentisse loro la partecipazione ai test senza previa dimissione. I giudici del Tar Lazio hanno accolto le istanze dei legali e ammesso i medici alle prove d’ingresso per accedere alle Specializzazioni mediche che si terranno il prossimo 22 settembre. Accolti anche i ricorsi per le categorie di medici alle quali il sistema di iscrizione online non consentiva di inserire i titoli e di ottenere un punteggio aggiuntivo.

La clausola, voluta espressamente dal ministro Manfredi, e contenuta nell'art. 4 comma 1 del Decreto n. 1177 del 24.07/2020 impediva ai medici iscritti ai corsi di formazione specifica in Medicina generale di iscriversi e dunque di partecipare al concorso per le Scuole di Specializzazione di area sanitaria prima di aver concluso il proprio corso di formazione, fatta salva la possibilità di rinunciarvi, interrompendolo. Ritenendo tale clausola un’illegittimità lesiva del diritto allo studio, lo staff legale ha impugnato il bando, nella parte in cui si vietava ai medici iscritti ai corsi di formazione specifica in Medicina generale la partecipazione al concorso. Oggi, il Tar Lazio ha accolto l’istanza e ammesso 200 ricorrenti alla partecipazione, senza alcuna rinuncia preventiva al corso di studi già intrapreso.

“La clausola prevista dal Mur – precisano i legali Francesco Leone, Simona Fell e Floriana Barbata - avrebbe impedito la partecipazione al concorso a migliaia di giovani medici, finendo per acuire un problema già noto, rappresentato dalla grave carenza di medici specializzati, specie in ragione del perdurare dello stato di emergenza sanitaria che il nostro Paese si trova ad attraversare. Per l'ennesima volta ci siamo trovati a dover contrastare le scelte scellerate del Ministero che, invece di ampliare la platea di giovani futuri specialisti, avrebbe creato l’ennesimo imbuto formativo. Non potevamo permetterci – continuano i legali – di far pagare le conseguenze di tali scelte a tanti giovani medici preparati che, rinunciando al proprio percorso di formazione già intrapreso, si sarebbero trovati dentro l'ennesimo imbuto, e con il risultato di ulteriori posti e relative borse perse. Siamo lieti che i giudici del Tar abbiano compreso le nostre ragioni e accolto i nostri ricorsi”.

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Con questa ennesima vittoria, il Tar conferma il suo orientamento, consentendo ai medici corsisti in Medicina generale di partecipare ai test per le specializzazioni mediche. L’altra battaglia vinta riguarda l'attribuzione dei punteggi. I candidati già in possesso di un diploma di scuola di specializzazione universitaria di area sanitaria, di diploma di formazione specifica per Medicina generale, già titolari di un contratto di formazione medica o dipendente medico chirurgo di strutture del Servizio sanitario nazionale o di strutture private accreditate non avevano potuto, in fase di iscrizione ai test di accesso alle Specializzazioni mediche, compilare il modulo di domanda telematica presente sul portale Universitaly.it, nella parte in cui chiedeva il possesso di eventuali punteggi aggiuntivi relativi ai titoli posseduti. Anche in questo caso, i giudici del Tar Lazio hanno accolto i ricorsi e disposto il riconoscimento del punteggio aggiuntivo in base ai titoli posseduti dai ricorrenti.

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