Tentato omicidio allo Zen, fermato ventenne: "Ha sparato al padre"

A fare fuoco contro Benedetto Moceo, domenica pomeriggio, sarebbe stato il figlio Calogero. All'origine del gesto ci sarebbero dei contrasti per la gestione dello spaccio di droga

Svolta nelle indagini per il tentato omicidio di Benedetto Moceo, l'uomo di 48 anni ferito a colpi di fucile domenica scorsa allo Zen. A fare fuoco sarebbe stato il figlio Calogero, di 20 anni. Il giovane è stato fermato dagli agenti della squadra mobile.

I fatti risalgono a domenica pomeriggio. Intorno alle 14 il silenzio di via Girardengo è stato rotto dal rumore degli spari esplosi durante un inseguimento sui tetti delle palazzine. Benedetto Moceo è stato raggiunto dalle pallottole al torace, al collo del piede e a una gamba. Mentre il 118 lo portava in ospedale, la polizia passava al setaccio l'intero quartiere. Il figlio risultava irreperibile, ma a distanza di due giorni gli agenti lo hanno rintracciato e  fermato.

benedetto moceo-2All'origine del gesto ci sarebbero dei contrasti fra padre e figlio per la gestione dello spaccio di droga. Al vaglio degli inquirenti anche i rapporti tra Calogero Moceo e Khemais Lausgi, l'altro uomo ferito giovedì sempre allo Zen e sempre durante una sparatoria. Sembra infatti che il più giovane die Moceo lavorasse proprio per il tunisino. Dopo il ferimento di quest'ultimo, la "risposta" con il ferimento di Benedetto Moceo (foto a destra).

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