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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Zen / Via Costante Girardengo

Far west allo Zen, "ras" della cocaina ferito con pistole e coltelli: due arresti

Una spedizione punitiva per "sbarazzarsi" del nuovo boss della droga: la polizia dopo lunghe indagini ha individuato i responsabili del tentato omicidio dello scorso ottobre tra via Girardengo e via Fausto Coppi. Emergono i conflitti relativi al business della coca

Arrestati per tentato omicidio. La polizia - all'alba di oggi - ha fermato Vincenzo Viviano e Vincenzo Maranzano, che lo scorso 6 ottobre si erano resi protagonisti del violento agguato ai danni Khemais Lausgi  (alias Gabriele Alì), 29enne palermitano di origini tunisine, rimasto gravemente ferito nel corso di una sparatoria e poi ricoverato al trauma center e indotto in coma farmacologico. Lausgi - allo Zen - è considerato uno dei "ras" della cocaina.

"COSI' HANNO TENTATO DI AMMAZZARE IL BOSS DELLA COCA": GUARDA IL VIDEO

Un tentato omicidio che aveva destato un notevole allarme sociale sia per le modalità: la vittima fu accoltellata all’addome e ferita con colpi di pistola. "Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica - spiegano dalla questura - hanno fatto emergere una vera e propria lotta all’interno dello Zen per il controllo delle piazze di spaccio e degli altri affari illeciti che si svolgono tra le vie del quartiere.

Nel caso specifico il conflitto è avvenuto fra due gruppi rivali: uno che fa riferimento proprio a Maranzano e Viviano, e l’altro proprio a Lausgi, criminale emergente nel panorama dello Zen, già destinatario di diversi provvedimenti giudiziari per reati che riguardano lo spaccio. "In particolare - dicono dalla polizia - questi gruppi che vanno affermandosi all’interno dello Zen sono prevalentemente composti da ragazzi molto giovani e spregiudicati provenienti da realtà difficili e, in alcuni casi, con dei collegamenti o parentele con appartenenti a Cosa Nostra"

Lo scorso 6 ottobre - quando Lausgi finì nel mirino degli aggressori - nel giro di mezzora il quartiere si era trasformato nel set di un episodio di Gomorra, dal quale erano arrivate diverse segnalazioni sui colpi d’arma da fuoco sparati. All'epoca - però - dei tanti abitanti affacciati al balcone, però, nessuno decise di fornire qualche dettaglio utile per ricostruire quanto accaduto tra via Girardengo e via Fausto Coppi. Lausgi, ferito pistole e coltelli, riuscì in qualche modo a scappare per poi salire a bordo di una Fiat Panda e raggiungere l’ospedale Villa Sofia, rischiando in più occasioni di speronare altre auto. Poi le lunghe indagini, fino alle misure cautelari di oggi, emesse dal Gip.

A Lausgi, il Gico della guardia di finanza di Palermo un anno fa sequestrò un patrimonio da 600 mila euro composto da cinque auto, due appartamenti e una villa. Il suo "impero" immobiliare, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato costruito grazie ad alcuni prestanome che lo avrebbero aiutato a recuperare una sessantina di assegni circolari emessi da banche diverse che sarebbero serviti a riciclare il denaro incassato dalla vendita della cocaina. Business che avrebbe condotto dalla sua lussuosa casa, con colonne di marmo e cornici d’oro.

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