Cronaca Zisa / Via Regina Bianca

L'incidente stradale e la sparatoria in via Regina Bianca, rinviati a giudizio i tre imputati

Antonino e Davide Gargano, nonché Gianluca Giordano hanno scelto il rito abbreviato. Erano stati arrestati a luglio perché secondo la Procura sarebbero stati protagonisti della faida alla Zisa scattata dopo lo scontro tra una macchina e uno scooter, avvenuta in pieno giorno il 16 settembre dell'anno scorso

Rinviati a giudizio i tre imputati coinvolti nella sparatoria, avvenuta in pieno giorno il 16 settembre dell'anno scorso, in via Regina Bianca, alla Zisa: hanno scelto il rito abbreviato Antonino Gargano, 42 anni, Davide Gargano, di 38, e Gianluca Giordano, di 28, protagonisti secondo la Procura di una faida dopo un banale incidente stradale. Il processo si sta svolgendo davanti al gup Annalisa Tesoriere.

I tre furono arrestati l'11 luglio scorso. Secondo il procuratore aggiunto Ennio Petrigni ed il sostituto Andrea Zoppi, la rissa tra le due famiglie sarebbe nata dal danneggiamento di una Ford Fiesta da parte di uno scooter. Davide Gargano (difeso dall'avvocato Salvatore Ferrante) era stato pestato a sangue, tanto da finire in ospedale in gravissime condizioni, solo per aver chiesto spiegazioni sulla dinamica del sinistro.

Un'aggressione che avrebbe scatenato la vendetta dei suoi parenti, tra cui il fratello Antonino Gargano (difeso dagli avvocati Raffaele Bonsignore e Salvatore Agrò) e sarebbe scattato un raid punitivo a colpi di pistola contro Giuseppe Giordano e suo figlio Gianluca (assistito dall'avvocato Debora Speciale): fu il secondo ad avere la peggio, raggiunto da alcuni proiettili al femore e al polso, mentre l'altro venne ferito solo di striscio.

Antonino Gargano, che avrebbe detenuto illecitamente la pistola usata nella sparatoria, era inizialmente sparito dalla circolazione, ma tre giorni dopo si era presentato dai carabinieri. Le accuse per i tre imputati sono a vario titolo di tentato omicidio, rissa, lesioni personali e detenzione e porto abusivo di arma da sparo. Nell'udienza di oggi, i difensori hanno depositato una consulenza medico-legale che escluderebbe il tentato omicidio nei confronti dei Giordano, perché le ferite riportate - secondo l'esperto degli avvocati - sarebbero state guaribili in 40 giorni per il figlio e in 5 giorni per il padre.


 

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