Palermo si stringe attorno a Yusupha e la Gesap pagherà il viaggio ai genitori

Il ragazzo del Gambia ferito la settimana scorsa a Ballarò lascia il reparto di Rianimazione del Civico per quello di Neurologia. Mentre un corteo contro violenza e razzismo sfila per il centro storico, la Gesap annuncia: "Pagheremo il viaggio a Palermo dei familiari"

Yusupha Susso

Dopo la violenza senza un perchè, l'assalto del "branco", i giorni in bilico tra la vita e la morte arrivano le buone notizie per Yusupha Susso, il ragazzo di 21 anni del Gambia ferito la settimana scorsa a Ballarò. Le sue condizioni cliniche continuano a migliorare e i medici dell'ospedale Civico hanno deciso che può lasciare il reparto di Rianimazione ed essere trasferito in quello di Neurologia. Al suo fianco, durante i giorni di riabilitazione, potrà anche avere i genitori. La Gesap, società di gestione dell'aeroporto Falcone-Borsellino, ha reso noto che sosterrà le spese di viaggio dei suoi familiari.

L'AGGRESSIONE - Sabato 2 aprile Yusupha era andato dal barbiere con un amico, nella zona di via Maqueda. Uno scooter gli ha tagliato la strada e i due stranieri hanno reagito lamentandosi. La discussione è ben presto degenerata ed è nata una rissa tra “branco” e migranti. In pochi secondi sono volati calci e pugni, sino a quando uno degli aggressori si è allontanato per tornare armato di pistola. Pochi istanti e sono partiti i colpi, uno dei quali ha ferito Yusupha Susso alla testa. (LA SPARATORIA IN DIRETTA - VIDEO).

L'ARRESTO -  A meno di 48 ore dalla sparatoria, gli inquirenti della squadra mobile hanno arrestato Emanuele Rubino, 28 anni, pregiudicato. Sarebbe stato lui, secondo quanto emerso dalle indagini, ad aprire il fuoco contro il ragazzo. Avrebbe voluto punire in questo modo la reazione del migrante, che si era ribellato all'aggressione.

LE INDAGINI - Dopo l'arresto di Rubino gli inquirenti lavorano per dare un volto agli altri componenti del "branco". Determinanti i ricordi dello stesso Yusupha. Una volta uscito dal coma, il giovane ha risposto alle domande della polizia, ricostruendo quel tragico pomeriggio. Adesso si indaga anche su Emanuele Campo, che avrebbe guidato lo scooter che ha investito l'amico di Yusupha; Ferdinando Lipari e Bruno Siragusa, che avrebbero partecipato all'aggressione.

LA SOLIDARIETA' - Sette giorni dopo gli spari e il sangue, la città è scesa in piazza per dire "no" alla violenza. Più di tremila persone, italiane e non, hanno voluto ribadire che vivere insieme e in pace è possibile. Nonostante la pioggia hanno attraversato le vie del centro partendo proprio da Ballarò. Uniti e determinati nel respingere gli atti di intolleranza e criminalità. In prima fila il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori comunali. "Non permetteremo a nessuno di trasformare un quartiere libero, vivo, che ha voglia di futuro, in luogo di paura e morte", hanno spiegato gli organizzatori. ("PALERMO VIVE SE VIVE BALLARO'" - VIDEO)

COMUNE E GESAP PER YUSUPHA - Il primo cittadino ha reso noto di avere aderito alla proposta avanzata da Rachid Berradi, l'atleta olimpionico palermitano che ha lanciato un appello alle istituzioni perchè i genitori di Yusupha Susso possano raggiungere il figlio. "L'amministrazione comunale - ha spiegato Orlando - è pronta a sostenere la presenza a Palermo dei genitori di Yusupha. Ci auguriamo che da parte di imprenditori e operatori del settore dei viaggi internazionali, venga una risposta di solidarietà, a conferma della natura accogliente e solidale della nostra città". E a stretto giro è arrivata la risposta della società di gestione dell'aeroporto cittadino. "La Gesap aderisce in segno di solidarietà all'invito di Orlando - hanno detto Fabio Giambrone e Giuseppe Mistretta, presidente e amministratore delegato -. Con questo piccolo gesto l'aeroporto si unisce a coloro che dell'accoglienza ne fanno quotidianamente una bandiera".

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