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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Tribunali-Castellammare / Via Maqueda

Migrante ferito con la pistola in via Maqueda, chiesto il giudizio immediato

La Procura ha chiesto di saltare l'udienza preliminare per i fratelli Rubino, accusati del tentato omicidio di Yusupha Susso e indagati in un altro procedimento per estorsione aggravata. Sarebbe stato il più piccolo dei due, Emanuele, a sparare al giovane gambiano

La Procura chiede il processo, con il giudizio immediato, per i fratelli Emanuele e Giuseppe Rubino, di 28 e 44 anni, accusati del tentato omicidio aggravato dai futili motivi del giovane gambiano Yusupha Susso. Il ragazzo venne raggiunto da un proiettile alla testa in via Fiume, traversa di via Roma, il 2 aprile scorso. Il procuratore aggiunto Leonardo Agueci ed i sostituti Sergio Demontis, Ennio Petrigni e Vittorio Coppola, hanno chiesto al gip di processare i due fratelli con il giudizio immediato, cioè saltando l’udienza preliminare. Il giudice deciderà in questi giorni l’eventuale data del processo.

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I Rubino, con altre persone, sono anche indagati per estorsione aggravata dal metodo mafioso perché – come hanno denunciato diversi commercianti stranieri che hanno dei negozi tra Ballarò e via Maqueda – avrebbero imposto il pizzo e sarebbero ricorsi anche a ritorsioni molto violente contro coloro il quali non volevano piegarsi (GUARDA VIDEO). A sparare a Susso sarebbe stato Emanuele Rubino che, come dimostrerebbero le immagini delle telecamere presenti nel centro città, avrebbe attraversato via Roma, in pieno giorno e in mezzo a decine di persone, con l’arma in pugno (GUARDA VIDEO). Avrebbe prima aggredito verbalmente lo straniero e poi, assieme al fratello Giuseppe, lo avrebbe rincorso e per poco non l’avrebbe ucciso.

Susso si sarebbe salvato perché il proiettile che lo aveva raggiunto alla testa sarebbe rimbalzato sulla sua cassa cranica, senza penetrare in profondità. Un gesto che, il 9 aprile, a pochi giorni dall’accaduto, in città fece scattare anche una manifestazione contro la violenza. Il Comune aveva poi pagato le spese di viaggio ai genitori di Yusupha Susso perché potessero venire in Italia e sostenerlo mentre era in ospedale. Emanuele Rubino fu arrestato quasi subito dalla Squadra mobile, mentre al fratello l’ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata notificata lo scorso 30 luglio.

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