Cronaca Cruillas / Via Paladini Filippo

Sparatoria al Cep, esclusa la pista mafiosa: si ipotizza un "regolamento di conti"

Intanto uno dei due fratelli feriti, Maurizio Quartararo, resta intubato e piantonato a Villa Sofia dopo l'intervento per estrargli un proiettile dal torace. Interrogate quattro persone, si sgretola il muro di omertà: qualcuno ha fornito elementi utili alle indagini

Forze dell'ordine sul posto dopo la sparatoria - foto Campolo

Restano gravi le condizioni di uno dei due fratelli finiti nel mirino dell'agguato al mercatino rionale del Cep. Dopo la sparatoria di ieri mattina in via Filippo Paladini, Maurizio Quartararo (36 anni) è stato trasportato d'urgenza al trauma center di Villa Sofia per l'operazione chirurgica che è servita ad estrargli un proiettile dalla zona toracica. "E' ancora in prognosi riservata ed inoltre ha delle serie lesioni alla mandibola - spiegano da Villa Sofia -, intubato e piantonato dalle forze dell'ordine". Meno gravi le condizioni del fratello, Umberto (30 anni), ricoverato invece all'ospedale Cervello, nel reparto di chirurgia plastica. E intanto prende piede la pista di un possibile regolamento di conti (GUARDA IL VIDEO).

Una mattinata di "ordinaria" follia durante la quale è rimasta ferita anche una donna di 70 anni che stava facendo la spesa, Maria Maniscalco. "Stavo facendo la spesa - spiega la donna mentre si trova seduta sotto un ombrellone e in attesa dell'ambulanza - quando ho sentito dei colpi e mi sono sentita la gamba bagnata. Poi mi sono accorta che mi usciva sangue". E a dispetto di tutto, il suo volto lascia trasparire molta serenità. Si attendono conferme sulle indagini condotte dal nucleo operativo e la compagnia dei carabinieri di San Lorenzo e la squadra mobile, il tutto sotto il coordinamento del pm Alessandro Picchi.

Ma dalle prime indiscrezioni sulle investigazioni sembrerebbe esclusa la pista mafiosa. Si potrebbe trattare, piuttosto, di un regolamento di conti tra famiglie dello stesso quartiere. Le forze dell'ordine hanno cercato possibili indizi tra i venditori ambulanti, gli stessi che ieri si sono schiusi a riccio mentre smontavano in fretta e furia il mercatino, andando a sbattere contro il "solito" muro di omertà. Fino a quando qualcuno, invece, non avrebbe deciso di parlare raccontando di aver visto due uomini sfrecciare in moto fino al luogo della sparatoria.

"I Quartararo? Li conoscevo di vista ma non saprei dire altro", spiega un altro ambulante con la bancarella piazzata a pochi metri da quella dei fratelli che vendevano meloni bianchi. Fra i retroscena della mattinata da far west ci sarebbe anche il litigio tra due donne, avvenuto poco prima che venissero esplosi i colpi di pistola e che potrebbe aver causato un'insaziabile sete di vendetta da parte di alcuni "rivali" dei Quartararo. I due fratelli, tra l'altro, hanno precedenti per reati contro il patrimonio, contro la persona e per droga. E così ieri pomeriggio sono stati ascoltati quattro componenti della famiglia "antagonista", successivamente sottoposti alla prova del guanto di paraffina, l'unico test che permetterebbe di rivelare tracce di polvere da sparo sulla mano di chi ha esploso i colpi. La settantenne ricoverata all'Ingrassia, potenziale vittima innocente di quelle pistolettate, se l'è cavata con qualche punto di sutura.

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