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Cronaca Sperone / Passaggio Nicola Barbato

Spaccio di hashish, cocaina e crack tra le case popolari dello Sperone: 10 condanne

Lo smercio di droga documentato grazie a tre telecamere piazzate dai carabinieri. In tre mesi filmate quasi 600 cessioni. Gli imputati erano stati bloccati con l'operazione "Tornado" e sono stati processati con il rito abbreviato

Quasi 600 cessioni di hashish, cocaina, ma anche crack ed eroina in appena tre mesi. Una piazza di spaccio, quella di passaggio Nicola Barbato allo Sperone, che - come documentato da alcune telecamere installate dai carabinieri - era operativa tutti giorni dalle 9 alle 23, con pusher che si alternavano con precisi turni. Per 10 persone - tutte coinvolte nell'operazione "Tornado" di giugno del 2020 - adesso diventano definitive altrettante condanne.

Le telecamere riprendono 600 cessioni in appena 3 mesi

La sesta sezione della Cassazione, presieduta da Antonio Costantini, ha infatti rigettato i ricorsi, confermando così la sentenza emessa con il rito abbreviato dalla quarta sezione della Corte d'Appello (presieduta da Vittorio Anania) il 2 dicembre dell'anno scorso. Nello specifico, Salvatore Costa dovrà scontare 8 anni 10 mesi e 20 giorni, Giuseppe Asaro 7 anni 10 mesi e 20 giorni, Antonio Megna 7 anni e mezzo, Vito Pellegrino 4 anni e mezzo, Pietro Paolo Marino 5 anni e 10 mesi, Rosario Camarda 6 anni un mese e 10 giorni, Giovanni Lisciandrelli 6 anni un mese e 10 giorni, Patrizio Dalfone 7 anni e mezzo, Alessio Sammartino 4 anni e 4 mesi e Giacomo Catanzaro 6 anni. Alcuni degli imputati erano assistiti dall'avvocato Tommaso De Lisi.

La dose venduta e poi il segno della croce | Video

Dall'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Giorgia Spiri era emersa un'organizzazione consolidata, in cui spacciatori e vedette si alternavano nella piazza (in una zona ben nota per questo tipo di attività) dalla mattina alla sera. I clienti arrivavano in macchina e i pusher vendevano loro la droga che tenevano addosso (in un caso addirittura in bocca) oppure in alcuni nascondigli. In altri casi, lo smercio avveniva all'interno di un edificio tra le case popolari.

Gli arresti scattarono il 10 giugno del 2020: i carabinieri avevano documentato 598 cessioni tra aprile e giugno dell'anno precedente. Gli imputati avevano poi scelto il rito abbreviato ed erano stati condannati dal gup il 12 gennaio dell'anno scorso. La sentenza era stata confermata poi in appello a dicembre scorso e ora anche dalla Cassazione. 


 

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