Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca Zisa

Zisa, la droga calata con i "panari" e le offerte: "Più compri e meno paghi"

I retroscena dell'operazione "Horus 2", eseguita dai carabinieri, che ha portato all'arresto di 20 persone. Lo spaccio davanti ai bambini che passano con la bicicletta, sconti per i clienti più affezionati. Il tutto tra l'indifferenza del quartiere

Lo spaccio di droga alla Zisa resta un "affare di famiglia", portato avanti grazie a una fitta rete di pusher attivi sul territorio a tutte le ore del giorno. Metodi tradizionali -  le dosi vengono consegnate anche con il "panaro" (paniere ndr) calato in strada dai balconi delle donne - e logiche di mercato, con prezzi ridotti per i clienti più affezionati o per chi compra più dosi. E tutto avviene nell'indifferenza del quartiere, con gli automobilisti che chiedono gentilmente agli spacciatori di spostare la bustina di droga nascosta accanto all'auto. Sono alcuni dei retroscena dell'operazione "Horus 2", eseguita stamani tra i vicoli della Zisa dai carabinieri della compagnia di San Lorenzo. In manette 23 persone (a 18 si contesta non solo lo spaccio, ma l'associazione a delinquere finalizzata alla cessione di droga). (GUARDA IL VIDEO)

Sono state segnalate inoltre 22 persone per “uso personale di sostanze stupefacenti” e sequestrati due chili di sostanze stupefacenti tra coca, eroina, hashish e marijuana per un valore complessivo di svariate migliaia di euro, oltre alla somma contante di 1.000 euro circa, provento dell’illecita attività di spaccio. (I NOMI DEGLI ARRESTATI)

L'inchiesta trae origine dall'operazione "Horus", che nel gennaio 2014 aveva portato all'esecuzione di 33 ordini di custodia cautelare. In quell'occasione i militari avevano filmato oltre duemila episodi di spaccio in appena due mesi e mezzo di osservazione in via Colonna Rotta, alle spalle di piazza Indipendenza, ritenuta la "base" dei pusher.  I provvedimenti sono stati emessi dal gip Daniela Cardamone, su richiesta della locale Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, procuratore aggiunto Teresa Principato e sostituto procuratore Siro De Flammeineis.

SERVIZIO H24 E PRECISO LISTINO PREZZI - Fidelizzare i clienti e offrire il "servizio" a tutte le ore del giorno. I pusher presidiano le vie del quartiere h24 e lavoravano su tre turni - mattina, pomeriggio e sera -  per rispondere in ogni momento alle richieste degli acquirenti. Il costo delle droga varia in base al tipo di sostanza stupefacente e alla quantità richiesta. E, per i più affezionati, è possibile anche praticare sconti come qualsiasi altro bene di consumo.

"C'è poi - sottolineano i carabinieri - una sorta di 'prezzario' della droga, a seconda del tipo di sostanza stupefacente e del peso della singola dose. A fronte dei 15 euro pagati per una dose da un quarto di grammo, il costo di una dose da 1 grammo era di appena 30 euro. Nell’ambito del gruppo, i ruoli di pusher o vedetta erano assolutamente intercambiabili anche nell’arco della medesima giornata. In caso di arresto di alcuni spacciatori, il gruppo garantiva la prosecuzione dell’illecita attività, la quale assumeva in alcuni momenti l’aspetto di una vera e propria 'catena di montaggio'”.

NEL PANIERE LA SPESA E LA DROGA - La droga viene consegnata nei modi più svariati. In alcuni casi i carabinieri hanno accertato che la sostanza stupefacente è stata nascosta nel "panaro" (paniere ndr), tra la spesa. Alla donna incaricata della transazione basta porgere il paniere dal balcone al pusher che poi curerà la consegna. "L’uso del paniere  - sottolineano gli inquirenti - ha rappresentato una costante per i trasferimenti dello stupefacente, soprattutto nel caso degli indagati già sottoposti agli arresti domiciliari. Allo stesso modo è stata rilevata la procedura di approvvigionamento delle scorte di droga, sovente fornite da Stassi e Missaghi e da questi agli altri complici, così come significativo è l’apporto fornito dalle donne delle famiglie, sempre pronte a spostare droga e denaro all’interno di un borsello fucsia dal minimarket alle abitazioni".

DIMMI CHE DROGA VUOI  - Tra i vicoli della Zisa  - i militari hanno passato al setaccio per mesi le vie Gualtiero Offamilio, Matteo D’Aiello, Bernardo Cabrera, Regina Bianca e Alcadino da Siracusa - è possibile trovare ogni tipo di stupefacenti. "C'è tutto quello che i clienti chiedono: dall'hashish alla marijuana, dall'eroina alla cocaina - spiega il maggiore Salvatore Dal Campo, comandante della compagnia di San Lorenzo -. L'hashish è confezionato in stecchette mentre eroina e cocaina erano erano confezionate 'a goccia' e il colore della confezione varia in base al peso. Abbiamo notato la spregiudicatezza di alcuni soggetti che, nonostante fossero già sottoposti agli arresti domiciliari proseguivano l'attività".

RAPPORTI DI "BUON VICINATO" TRA PUSHER - Un gruppo si occupa delle droghe leggere mentre, a poco più di cento metri, un altro nucleo familiare gestisce il mercato di eroina e cocaina. Hashish e marijuana sono la "merce" trattata da Luca Giardina, Umberto Machì (che era già ai domiciliari) . Il centro nevralgico è all’interno del condominio di via Re Tancredi. Il pusher effettua il riforimento, poi avviene la distribuzione per le vie del quartiere. A fine giornata si torna alla "base" per consegnare gli incassi. Eroina e cocaina invece sono custodite all'incrocio tra via De Perche e vicolo Alcadino da Siracusa. La base operativa è un minimarket, gestito da una donna (coinvolta nel blitz del 2014). Il cliente arriva davanti al negozio ed effettua l'ordinazione, il pusher poi prende le dosi che vengono consegnate con il paniere ed effettua la consegna. "Abbiamo notato - sottolinea Marco Guerrini - comandante del Gruppo Palermo - un ritorno della vendita di eroina, che sembrava essere passata in secondo piano begli ultimi tempi".

LA REAZIONE DEL QUARTIERE "A META'" - "Alla Zisa ci sono interi nuclei familiari che vivono esclusivamente spacciando droga - sottolinea il procuratore aggiunto di Palermo, Teresa Principato - . Ciò che colpisce è che l'attività avviene alla luce del sole, nella totale indifferenza dei abitanti della zona. Mentre i pusher spacciano i bambini giocano tranquillamente accanto a loro. Se un automobilista deve spostare l'auto parcheggiata, prima chiede allo spacciatore se può gentilmente spostare la bustina con la droga che, lo sa bene, è nascosta magari nel parafango o nella ruota della vettura stessa". "Nel 2015 - ha proseguito l'aggiunto - a fare male, a essere frustrante per noi, è la normalità della criminalità".

conferenza-arresti-droga-zisa-2"La via da perseguire a mio avviso - prosegue Principato - è la legalizzazione delle droghe leggere, certamente secondo precise regole. Quando si accerta un reato legato alle droghe pesanti, le pene sono severe. Allora sì che si stronca l'attività. Quando invece si parla di droghe leggere spesso le punizioni non sono efficaci. Gli arrestati riprendono a spacciare, come dimostra l'operazione di oggi, anche dagli stessi arresti domiciliari. Quindi o si prevede le legalizzazione, levando terreno alla criminalità, oppure si preveda almeno dal secondo arresto in poi l'aumento delle pene".

"Sono servizi delicati  - aggiunge il maggiore Salvatore Dal Campo - nei mesi scorsi abbiamo installato diverse telecamere di controllo. Alcune sono state oscurate e abbiamo dovuto ripristinarle. Però voglio pensare che qualcosa stia cambiando. Al nostro arrivo le donne delle famiglie coinvolte sono quelle che hanno avuto le reazioni maggiori, ma la situazione è stata sotto controllo. Il quartiere non ha parlato, non ha applaudito di certo, ma voglio credere che le luci accese anche in appartamenti dove non siamo entrati fossero un segnale positivo. Avrebbero potuto reagire male, invece non è stato così".

IL RUOLO DELLE DONNE - Le "quote rosa" nel mondo dello spaccio vengono rispettate e le donne delle famiglie sono coinvolte attivamente. Quando i mariti finiscono in carcere, sono loro a prendere in mano le redini dell'attività familiare. Molti degli indagati finiti in manette oggi sono "eredi" degli indagati nell'operazione dello scorso anno.

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