"Cocaina nascosta nei contatori della luce e smerciata in casa": condannato a 9 anni

Franco Lo Manto era accusato di gestire una grossa piazza dello spaccio di droga a Palma di Montechiaro. Era stato arrestato il 14 febbraio del 2018. Gli imputati, per parlare dello stupefacente, utilizzavano un linguaggio in codice: “caffè” oppure “carne”

Franco Lo Manto

Cinque condanne, per quasi quaranta anni di carcere, e due assoluzioni. Il giudice Alessandro Quattrocchi, nel tardo pomeriggio di ieri, ha emesso la sentenza del processo a carico di sette imputati, accusati di gestire una grossa piazza dello spaccio di cocaina a Palma di Montechiaro. Tra gli imputati c'erano anche due palermitani.

L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Chiara Bisso, che ieri mattina aveva concluso la sua requisitoria chiedendo la condanna per tutti gli imputati, il 14 febbraio del 2018 ha fatto scattare l'operazione, eseguita dalla polizia, con cinque arresti. Ai domiciliari, con l'applicazione del braccialetto elettronico, erano finiti anche i palermitani Franco Lo Manto, di 46 anni e Luigi Parolisi, di 35 anni. Parolisi è stato giudicato separatamente. Per tutti gli altri, compreso Lo Manto, ieri è stata emessa la sentenza di primo grado.

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Franco Lo Manto è stato condannato a nove anni e due mesi, mentre la richiesta del pm Chiara Bisso era di 11 anni. La requisitoria e le arringhe dei difensori (gli avvocati Santo Lucia e Maria Licata) si sono concluse fra la mattina e il pomeriggio. Subito dopo il giudice si è ritirato in camera di consiglio e ha emesso il verdetto. Gli imputati, secondo l'accusa, nascondevano la cocaina nelle cassette dei contatori dell’acqua o del gas, all’esterno delle loro abitazioni. Per parlare dello stupefacente, utilizzavano un linguaggio in codice: “caffè” oppure “carne”. "I pedinamenti e le intercettazioni audio e video - ha ricostruito il pm - hanno consentito di accertare che la droga veniva spacciata direttamente a domicilio da Lo Manto e dagli altri componenti della rete". 

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