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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Finti incidenti e spaccaossa, 34 condanne in appello: per 10 imputati aumentate le pene

Il processo è nato dall'inchiesta "Over" dei carabinieri con la quale fu scoperto un altro gruppo di persone che avrebbero inscenato sinistri stradali ma con vittime vere, disposte a farsi rompere braccia e gambe in cambio di poche centinaia di euro per incassare i premi assicurativi. I giudici ribaltano il verdetto per 2 persone e le scagionano

"Abbiamo fatto over!", così dicevano nelle intercettazioni utilizzando il gergo delle scommesse sportive per dire che sarebbero riusciti a mettere a segno una truffa particolarmente remunerativa. Imbrogli che, come ricostruito dai carabinieri a maggio del 2019, sarebbero stati legati a finti incidenti stradali, inscenati però con vittime vere, disposte a farsi rompere letteralmente le ossa per incassare poi i premi assicurativi. L'inchiesta era stata chiamata proprio "Over" e adesso la quarta sezione della Corte d'Appello, presieduta da Vittorio Anania, ha confermato 16 condanne e un'assoluzione, ha aumentato le pene per 10 imputati, le ha ridotte per altri 8 e, infine, ha anche scagionato altre due persone, che in primo grado erano state invece condannate.

La sentenza emessa con l'abbreviato dal gup Annalisa Tesoriere il 30 aprile dell'anno scorso è stata dunque rimaneggiata. In particolare sono stati scagionati Giuseppe Gallo (difeso dall'avvocato Dario Gallo) e Angelo Lo Pinto, ai quali erano stati inflitti rispettivamente un anno e mezzo e 10 mesi. Confermata dai giudici l'assoluzione di Giovanni Salvatore Norfo, già sancita in primo grado.

Le pene sono state aumentate per Andrea Salvatore Cintura, a cui sono stati inflitti 13 anni e 2 mesi (ne aveva avuti 11 anni e 2 mesi), per Luca Reina a 13 anni e 2 mesi (a fronte dei 10 anni e 10 mesi del primo grado), per Domenico Cintura a 6 anni (5 anni e 10 mesi), per Antonino Buscemi a 5 anni e 8 mesi (5 anni e mezzo), per Giuseppe Orfeo a 5 anni e 8 mesi (5 anni e mezzo), per Giuseppe Cintura a 3 anni e 2 mesi (3 anni), per Giovanni Viviano a 4 anni (3 anni e 10 mesi), Cristofaro Vincenzo Renna a 3 anni (2 anni e 10 mesi), Giuseppe Monti a 3 anni e 2 mesi (3 anni) e per Salvatore Fasullo a 2 anni, 10 mesi e 20 giorni (un anno e 2 mesi).

Piccoli sconti sono stati invece concessi a Francesco Tosco 1 anno (aveva avuto 2 anni e mezzo in primo grado), Salvatore Chiodo 1 anno e 3 mesi (2 anni e 10 mesi, è difeso dall'avvocato Domenico Emma), Cristian Neri 1 anno e 10 mesi (2 anni), Francesco Mutolo 1 anno e 4 mesi (un anno e mezzo), Giovanni Armanno 1 anno e 6 mesi (un anno e 8 mesi), Francesco Dragotto 1 anno (2 anni e 10 mesi) e Franco Arnone 9 mesi e 20 giorni (10 mesi) e per Alessio Cappello 5 anni e 8 mesi (5 anni e 10 mesi) .

La sentenza di primo grado è stata invece integralmente confermata per Claudio Baglione (3 anni e mezzo), Giovanni Napoli (4 anni e 10 mesi), Vito Virzì (3 anni), Alessandro Bova (4 anni e 8 mesi), Manlio Lo Piccolo (10 mesi), Concetta Di Carlo (8 mesi), Silvestro Lo Sasso (2 anni e 10 mesi), Giuseppe Bondini (10 mesi), Davide Giammona (10 mesi), Giovanni Calì (10 mesi), Leonarda Amato (un anno), Rita Arceri (un anno), Domenico Celesia (10 mesi), Davide Mendola (un anno e 20 giorni), Letterio Maranzano (un anno e 4 mesi) e per Giovanni Zinna (un anno).

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