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Il sindaco Giovanni Di Giacinto

Il sindaco Giovanni Di Giacinto

Casteldaccia, inchiesta per corruzione al comune: sospesi sindaco, vice e assessore

Così ha disposto la Prefettura di Palermo dopo il blitz dei carabinieri che ha travolto il primo cittadino Giovanni Di Giacinto e due componenti della sua Giunta, Giuseppe Montesanto e Maria Tomasello. Tutti e tre sono finiti ai domiciliari

Sospesi il sindaco, il vicesindaco e l’assessore comunale di Casteldaccia travolti dall’inchiesta per corruzione. Il provvedimento emanato dalla Prefettura di Palermo è stato notificato oggi a Giovanni Di Giacinto, Giuseppe Montesanto e Maria Tomasello (assessore con delega alla Pubblica istruzione), come previsto dall’articolo 11 del decreto legislativo 235 del 2012.

I tre sono stati arrestati ieri dai carabinieri insieme alla funzionaria comunale Rosalba Buglino e al geometra Salvatore Merlino. Sono accusati - a vario titolo - di corruzione, falsità ideologica e materiale in atti pubblici. Iscritti nel registro degli indagati della Procura di Termini Imerese anche alcuni imprenditori. Sotto la lente una decina concessioni edilizie che sarebbero state rilasciate dietro pagamento di una tangente.

"Il gip - si legge nella nota diramata ieri dalla della Procura di Termini - ha ritenuto sussistere gravi indizi di colpevolezza a carico di Di Giacinto, Montesanto e Tomasello in ordine al reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. Il sindaco avrebbe esercitato il proprio potere siglando un accordo di partenariato tra il Comune e una cooperativa, dietro la promessa di vedere selezionati per l'impiego all'interno della cooperativa come volontari del servizio civile nazionale 2018 alcuni soggetti indicati dallo stesso sindaco e dai due assessori".

Montesanto e Tomasello, ricostruiscono gli inquirenti, si sarebbero spesi per convincere da un lato il primo cittadino a sottoscrivere l'accordo in tempi brevi per garantire alla cooperativa la possibilità di allegare la sottoscrizione a una domanda finalizzata all'ottenimento di contributi pubblici dell'assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro; dall'altro, collaborando nella predisposizione della documentazione necessaria per l'accordo, anche tramite contatti con l'Assessorato.

Il gip ha ritenuto sussistenti altri gravi indizi di colpevolezza a carico del sindaco Di Giacinto in relazione a un altro episodio di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, ovvero l'aver favorito una società incaricata del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti in cambio dell'assunzione di alcuni lavoratori alle dipendenze della società. Alla funzionaria Buglino e al geometra Merlino vengono contestati due casi di corruzione sul rilascio di provvedimenti abilitativi in materia edilizia.


 

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