Cronaca Libertà

Parco giochi del Giardino Inglese, dal Tar arriva la sospensiva: sfratto rinviato

I giudici amministrativi hanno accolto l'istanza cautelare presentata dalla famiglia Carbocci che a giorni, in virtù di un'ordinanza del Comune, avrebbe dovuto abbandonare l'area dove sono previsti anche dei lavori. Sullo sfondo una lunga querelle sulla concessione degli spazi

Rinviato lo sfratto del parco giochi del Giardino Inglese previsto per lunedì prossimo. Il Tar ha accolto l'istanza cautelare presentata dai gestori del mini luna park, Pietro e Casimiro Carbocci, che a giorni, in virtù di un’ordinanza firmata dal Comune e notificata il 6 aprile, avrebbero dovuto abbandonare l'area verde che si trova nel quartiere Libertà. I giudici amministrativi hanno concesso la sospensiva in attesa di entrare nel merito della vicenda relativa alla concessione privata.

Per comprendere la vicenda bisogna fare un passo indietro e tornare al 2020. In prossimità della scadenza delle concessioni i gestori, che si trovavano già lì da decenni, chiesero il rinnovo. Prima di procedere il Comune, che recentemente ha aggiudicato i lavori per la ristrutturazione e il restauro del parco e del parterre, richiese i pareri all’Area Decoro urbano e Verde nonché alla Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali.

"Sfrattati" dopo 40 anni, i gestori: "Ma non siamo abusivi!" | video

La Soprintendenza, dopo aver rappresentato che "le richieste in oggetto si configurano quale concessione in uso a soggetti privati di una porzione di bene culturale", diede parere negativo non escludendo comunque la possibilità di "una successiva richiesta di autorizzazione alla concessione di un’area da destinare al posizionamento di giostre". Sulla base di quel parere, però, il Comune negò del tutto il rinnovo.

I gestori si opposero e presentarono un progetto per ottenere l’autorizzazione, come secondo loro indicato anche dalla Soprintendenza. Il Comune invece non solo non ha ancora concluso il procedimento, ma i diversi uffici interpellati nel tempo si sarebbero limitati a declinare la competenza in maniera poco tempestiva.

Il 24 febbraio scorso, nel silenzio generale, il Comune ha negato l'autorizzazione notificando pochi giorni fa l’ordinanza che imponeva ai gestori di abbandonare il Giardino Inglese. Poche ore fa è arrivata la sospensione dell’ordinanza che concede una boccata d’ossigeno ai Carbocci che, con l'assistenza degli avvocati Marco Cassata, Lavinia Marchese, Alessandro Palmigiano, Ornella Sarcuto e Gaetano Speranza, avranno 15 giorni per presentare le proprie argomentazioni.

"Sappiamo che è solo l’inizio della nostra battaglia - hanno dichiarato i gestori - ma è una vicenda troppo importante sia per noi che per la città.  La nostra famiglia gestisce le giostre da sempre: conosciamo i bambini, li vediamo crescere e poi li rivediamo adulti con i loro figli. Con noi lavorano una decina di persone che, con dedizione, si occupano di quella che da circa 100 anni è l’unica area ricreativa in centro città. La nostra area è separata dalla villa storica ed è così da sempre: farla chiudere non è solo un danno a noi ma alla storia della nostra città".

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