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Cronaca

Appalto scaduto e nuovo affidamento in corso: mensa sospesa in tutte le scuole comunali

Il servizio, attualmente garantito a circa 2.500 bambini, andrà avanti fino al 25 maggio. Ad annunciarlo è lo stesso Comune con una nota. Ferrandelli: "Una vera mazzata per le famiglie". Barbera: "Amministrazione Orlando taglia servizi essenziali". Bonaffino e Altamore (Pd): "Problema causato da lentezze e inefficienze, mai più ritardi"

Dal 26 maggio nelle scuole comunali di Palermo il servizio mensa, attualmente garantito a circa 2.500 bambini, sarà sospeso. Ad annunciarlo ai dirigenti degli istituti è lo stesso Comune con una nota che porta la data di ieri. L'appalto della fornitura dei pasti, dal 2017 affidato alla ditta Cot, è scaduto nel 2021 e la procedura per il nuovo affidamento è ancora in corso di espletamento.

"Per l'anno scolastico in corso - spiega la dirigente Marianna Fiasconaro - è stato autorizzato il ricorso all'estensione delle prestazioni. Il quadro economico di spesa e la diponibilità delle risorse finanziarie residue hanno consentito di erogare il servizio, ma - conclude la dirigente - la refezione potrà essere garantita fino al 25 maggio". 

Fiasconaro, in una nota, ha inotre spiegato che "dall’inizio del mese di gennaio si è data avvio alla gara di tre mesi più tre - per un importo di 603.694,47 euro più Iva per i primi 3 mesi - che sta per concludersi e che ha subito una dilatazione in ragione dei limiti imposti dalla vigente normativa in materia, nonché dall’entrata in vigore del decreto legge che ha imposto la rimodulazione dei documenti della gara che sta per chiudersi. Stamane, infatti, la commissione ha concluso le procedure di esame delle offerte; pertanto, nel corso delle prossime giornate gli uffici procederanno alla definizione delle ulteriori procedure".

Nelle more che vegna conclusa la procedura di gara, prosegue Fiasconaro, "per garantire la fruizione della refezione nelle ultime settimane di maggio si è provveduto a richiedere un prelievo dal fondo di riserva e disposto un affidamento diretto. La significativa crescita del numero dei fruitori giornalieri del servizio, da 1726 pasti giornalieri del mese di novembre ai 2450 pasti di questo mese di maggio, ha reso insufficiente  tale affidamento diretto che non poteva travalicare la soglia prevista dalla legge di complessivi 139.000 euro".

“Il Comune è senza fondi - tuona Fabrizio Ferrandelli - e sospende il servizio ma con noi le scuole diventeranno dei centri civici di quartiere, i luoghi da cui coltivare i bene comuni e far risorgere la città”. Secondo il consigliere comunale, candidato sindaco alla prossima tornata elettorale, si tratta di "una vera mazzata per le famiglie che si troveranno in difficoltà perché all’improvviso si vedono private di un servizio ormai essenziale. Il momento del pasto, inoltre, favorisce l’integrazione sociale e si fa strumento di contrasto alla povertà non solo economica di bambini e adolescenti, come anche dimostrato di recente da Save The Children nel rapporto ‘Nuotare contro corrente’, in cui la mancanza della mensa - continua l'aspirante primo cittadino -viene considerato uno degli indicatori per misurare la povertà educativa".

Anche Lucia Bonaffino, responsabile Scuola del Pd per Palermo e provincia, e candidata al consiglio comunale solleva la questione: "Le famiglie dei 2.500 piccoli alunni che usufruiscono della refezione, nonostante abbiano già pagato sino alla fine dell'anno scolastico, si vedranno interrompere il servizio. La sospensione - spiega Lucia Bonaffino - è causata dalle lentezze e inefficienze con cui è stato gestito l'appalto. Il servizio era già in proroga da settembre e il Comune sapeva già che avrebbe dovuto avviare una nuova gara per garantire la fornitura dei pasti sino a fine anno scolastico. Cosa che viene fatta, ma a gennaio, ben 4 mesi dopo. Già allora si sapeva che i tempi tecnici, necessari alla complessa procedura, avrebbero comportato forti ritardi. E così infatti è stato. La gara è stata aperta il 14 aprile e ad oggi devono ancora essere esaminate le offerte tecniche. Non è dunque un problema di fondi. Anzi, i soldi stanziati ci sono e ammontano a circa 649 mila euro. Il problema è stato un altro e si chiama burocrazia. Il Comune - conclude - si attivi per superare ritardi e difficoltà e garantisca il diritto al pasto caldo fino al termine delle attività didattiche. Le famiglie hanno già pagato la retta per il mese di maggio e, in alcuni casi, anche quella di giugno, e si rischia l’interruzione di pubblico servizio".

“Siamo rimasti davvero senza parole. Non riusciamo a capire le motivazioni. Un servizio pubblico - commenta il segretario generale della Flc Cgil Palermo Fabio Cirino - deve essere garantito fino alla fine. Non può essere eliminato così, ex abrupto, e la comunicazione non può essere inviata ai dirigenti scolastici e alle famiglie dall'oggi al domani. Le scuole primarie e secondarie terminano il 10 giugno e la scuola dell'infanzia il 30 giugno. Se la mensa è stata garantita fino al 25 maggio non capiamo perché non si copriva tutto il periodo scolastico, dal momento che le famiglie hanno già pagato per tutto il mese di maggio. Non ci sono più soldi per garantire il servizio?”. 

"La notizia del blocco del servizio mensa per i bambini delle scuole primarie e medie è l'ulteriore conferma che la gestione del sistema scolastico in città va riformata e, finalmente, inserita tra le priorità della prossima amministrazione comunale". A dichiararlo è la responsabile regionale del dipartimento scuola e candidata al Consiglio comunale del Pd Caterina Altamore. "Anche se siamo alla fine dell'anno scolastico tale situazione non è accettabile - attacca Altamore - soprattutto perché è dovuta a errate procedure di gara e non a mancanza di risorse. Il tempo pieno, il sostegno alle famiglie con ragazzi disabili che hanno bisogno di assistenti alla comunicazione, la gestione delle strutture scolastiche, sono tutte responsabilità precise del Comune che fino ad ora non sono state affrontate con la giusta prospettiva sono servizi che per essere espletati in maniera efficiente hanno bisogno di seguire procedure precise, puntuali e con tempi certi. Non possiamo più ammettere ritardi".

Mentre Rita Barbera, candidata a sindaco, chiosa: "Risulta inoltre incomprensibile che non sia stato possibile evitare la decisione visto che scuole chiuderanno il prossimo 10 giugno, segno che, oltre a una mancanza di pianificazione, non c’è stata una visione organica del problema tantomeno buon senso. Palermo è una delle città che offre meno posti di mensa d'italia, nonostante sia una delle città con le più alte percentuali di povertà infantile, assoluta e relativa. Nel Pnrr sono stanziati fondi, soprattutto per il Sud, per costruire nuove mense. Mi piacerebbe sapere se il Comune di Palermo ha partecipato a questi bandi, e in che misura. Siamo la città dei figli di nessuno. Questo ennesimo campanello di allarme che proviene da Palazzo delle Aquile dimostra che l’attuale amministrazione lascerà in eredità a quella nuova una situazione amministrativa complessiva al limite della gestibilità". 

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