Terrorizzavano gli automobilisti al parcheggio Emiri, scatta sorveglianza speciale per due abusivi

Padre e figlio obbligati al soggiorno nel Comune di Monreale dopo segnalazione della questura. Recidivi e violenti, sono stati giudicati pericolosi per reati che spaziano dalla minaccia all'estorsione. Il più giovane aveva massacrato un uomo che non voleva pagare l'obolo

Recidivi e pure violenti. Due parcheggiatori abusivi, padre e figlio, sono stati sottoposti alla sorveglianza speciale semplice - con obbligo di soggiorno nel Comune di Monreale - dopo segnalazione della questura. 

I due, che presidiavano il parcheggio Emiri in via Nina Siciliana, erano diventati il terrore degli automobilisti. "Sono stati giudicati pericolosi - spiegano dalla questura - per la sicurezza pubblica, alla luce sia dei diversi episodi di violazione amministrativa, sia della più grave commissione di reati che spaziano dalla molestia, alla minaccia, alla violenza privata, all’estorsione e al danneggiamento ritorsivo".

Dalle indagini realizzate dai poliziotti della divisione Anticrimine della polizia è emerso che i due, in più occasioni, hanno fatto ricorso all’uso dell’intimidazione e della violenza nei confronti degli automobilisti che non volevano pagare il "servizio" da loro offerto. "Padre e figlio - continua la nota della questura - hanno disatteso, ripetutamente e volontariamente, le prescrizioni impartite dall’autorità di pubblica sicurezza continuando a proseguire nell’attività vietata, palesando in questo modo un’ostinata avversione alle regole di civile convivenza e arrecando consistente rischio alla sicurezza e alla tranquillità pubblica". 

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Il parcheggiatore più giovane e violento, nel corso degli anni si è distinto negativamente per aver commesso una serie di reati contro la persona e il patrimonio, che hanno reso necessario l’intervento della polizia. Emblematica la tentata estorsione commessa ai danni di un automobilista, minacciato per essersi rifiutato di pagare l'obolo per il parcheggio. L'uomo è stato picchiato con pugni al volto e gomitate, riportando ecchimosi evidenti al volto. Il parcheggiatore che lo ha aggredito, nella circostanza, ha pure danneggiato il finestrino dell’autovettura.

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