Il tesoro dei narcos: 15 milioni nascosti dietro a un muro, arrestato palermitano

Ventotto scatoloni con dentro i soldi scoperti in un'abitazione di Milano: ai domiciliari Carmelo Pennisi, colui che secondo gli inquirenti ha realizzato il nascondiglio. E' considerato il "mago delle intercapedini"

Il muro e le scatole con i soldi - foto MilanoToday

Un muratore palermitano di 72 anni, Carmelo Pennisi, è stato arrestato a Milano insieme al narcotrafficante Massimiliano Cauchi e suo padre Giuseppe Cauchi, dopo le perquisizioni della polizia che hanno portato al ritrovamento, nell'intercapedine di un'abitazione, di 15 milioni di euro in contante. Pennisi è stato individuato come colui che realizzava le opere murarie artificiali, necessarie nascondere droga e denaro.

L'operazione di polizia giudiziaria è stata la prosecuzione, in termini investigativi, dell'attività d'indagine che lo scorso ottobre 2019 si è conclusa con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare (4 in carcere, 1 arresto domiciliare e 1 obbligo di dimora) emessa dal gip presso il Tribunale di Milano, su richiesta della locale Dda, a carico di Massimiliano Cauchi e di altri 5 cittadini italiani indagati per traffico internazionale di hashish.

Le indagini hanno avuto origine il 24 settembre 2018, quando i poliziotti della sezione Antidroga della squadra mobile milanese hanno arrestato Fabio Papa per la detenzione di 1.100 kg di hashish e 589 grammi di cocaina, rinvenuti all'interno di un box in una autorimessa sotterranea tra via Padova e Via Palmanova. La sostanza stupefacente era stata nascosta in un'intercapedine costruita ad hoc a ridosso della parete situata nel fondo del box. In questa circostanza fu rinvenuto anche un dispositivo satellitare radar per imbarcazioni marca Garmin nuovo e ancora imballato. L'attività investigativa che ne è scaturita aveva consentito alla squadra mobile di ricostruire la struttura dell'organizzazione criminale dei trafficanti che, con base operativa nell'hinterland milanese, aveva organizzato e finanziato l'importazione dell'hashish dal Marocco, avvalendosi di un corriere per il trasporto marittimo e di altri soggetti per il trasporto dalle coste liguri al territorio milanese e al successivo stoccaggio in box con vani artefatti creati tra la parete e un muro artificiale.

Gli agenti della Sezione Antidroga della squadra mobile hanno eseguito una serie di perquisizioni presso alcuni luoghi nella disponibilità di Massimiliano Cauchi, di una donna legata a lui, del padre Giuseppe Cauchi e di Carmelo Pennisi. In un'abitazione in via Casoretto a Milano, dove dimora Giuseppe Cauchi, i poliziotti, confrontando la planimetria dell'appartamento con la condizione reale dello stesso, hanno notato una discrasia in termini di distanze della parete dietro l'armadio della camera da letto: vi erano circa 40 centimetri di differenza tra il documento cartaceo e la condizione reale. Spostato l'armadio e accertato, toccando la parete, che verosimilmente vi erano delle parti vuote al suo interno, i poliziotti hanno provveduto a demolirla. La scoperta è stata eclatante: la parete era artificiale ed aveva creato un'intercapedine con il muro perimetrale, al cui interno gli agenti hanno rinvenuto 28 scatoloni con numerose mazzette di denaro contante, in banconote di vario taglio dai 500 ai 10 euro, per un valore totale di circa 15 milioni di euro.

Carmelo Pennisi per gli inquirenti era il muratore di fiducia, colui che aveva realizzato il nascondiglio, al punto da essere considerato il "mago delle intercapedini". 

Sempre all'interno dell'appartamento, in una cassaforte, i poliziotti hanno rinvenuto altre banconote per un valore complessivo di 140.000 euro circa, mentre ulteriori 27.000 euro sono stati rinvenuti occultati nel soppalco di un'autofficina nella disponibilità di uno degli indagati. L'intera somma di denaro è stata depositata dalla polizia di Stato presso la locale sede della Banca d'Italia. Dopo i sequestro, il gip presso il Tribunale di Milano, su richiesta della locale Dda, ha emesso un provvedimento di aggravamento della misura cautelare in corso nei confronti di Massimiliano Cauchi, passata dagli arresti domiciliari alla custodia cautelare in carcere, nonché un'ulteriore misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Cauchi, per riciclaggio, e Carmelo Pennisi, per concorso nell'associazione per delinquere. L'autorità giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo del denaro. I tre provvedimenti cautelari sono stati eseguiti nel corso del fine settimana dai poliziotti della sezione Antidroga della squadra mobile di Milano.

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