“Il de profundis della sanità siciliana”: scatta il social mob dei precari

Medici e operatori chiedono di essere stabilizzati, lo sblocco dei concorsi in Sicilia e la rimodulazione della rete assistenziale. La protesta nel giorno dei morti per celebrare "l'imminente estinzione della sanità siciliana"

Social mob degli operatori sanitari e dei giovani medici contro la precarietà. E' “Il de profundis della sanità siciliana”, in corso nel "giorno dei morti” per celebrare l'imminente estinzione della sanità siciliana. E' la prima di una serie di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e, in particolare i siciliani, sul tema del rilancio della sanità a partire dal capitolo dalle risorse umane.

I precari del settore chiedono il commissariamento della sanità siciliana per il rilancio del Ssr, la rimodulazione della rete assistenziale, la loro stabilizzazione e lo sblocco dei concorsi in Sicilia.

"Il 31 dicembre 2016 scadranno le graduatorie dei concorsi a tempo indeterminato, vanificando le legittime aspettative di stabilizzazione di centinaia di operatori sanitari vincitori di pubblico concorso e - denunciano i precari - in mancanza della rimodulazione della rete assistenziale non solo sarà impossibile indire procedure concorsuali riservate o aperte per quanti aspirino ad essere assunti a tempo indeterminato nel Ssr, ma parimenti non sarà possibile utilizzare eventuali finanziamenti destinati ai concorsi stanziati nella Legge di Stabilità 2017, in approvazione in Parlamento, né sarà possibile recuperare risorse a livello regionale da destinare ai concorsi per il ricambio generazionale all’interno del Ssr".

La protesta, coordinata dal comitato regionale “generazione precari della sanità siciliana”, network che conta più di 800 adesioni tra precari, medici e non medici, si svolge sui social network Twitter e Facebook, dalle 10 alle 14 del 2 novembre 2016. #inmortesanità, #sicilia, #commissariamento, #sanita, #precari, #stabilizzazione, #concorsi gli ashtag del social mob.

Secondo il comitato regionale, "l’attuale governance regionale della sanità non solo ha mancato nell’assolvimento dei propri doveri istituzionali in tema di risorse umane in sanità, ma più in generale ha assunto iniziative non condivisibili quali, a titolo esemplificativo, l’impegno a finanziare con ben 600mila euro un programma di ricerca sulla retinite pigmentosa (malattia rara a bassa prevalenza) nell’ambito dei programmi diversamente destinati alla ricerca su patologie di elevato impatto, ovvero abbia dimostrato scarsa attenzione, parimenti, sulla formazione dei futuri specialisti, non avendo ancora riattivato l’Osservatorio regionale della formazione medica specialistica (organo deputato al monitoraggio della qualità della formazione nelle scuole di specializzazione) a ben 6 mesi dall’avvenuto rinnovo delle componenti elettive".

Insorge anche il sindacato Nursind: "Penso che il tempo delle parole sia finito e che quello dei fatti dovrebbe essere già iniziato da tempo", dice Francesco Frittitta, coordinatore regionale. Aumenta la preoccupazione tra medici e infermieri, che fanno parte delle graduatorie di mobilità infraregionale, i cui contratti con le Asp siciliane scadranno a fine anno. "Di certo l'unico tempo che non c'è più - prosegue Frittitta - è quello che andrebbe dedicato all'assistenza dei pazienti".

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