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"Società usata come bancomat": lavoratori Sispi in agitazione

Deciso il blocco delle attività lavorative in regime di straordinario. I sindacati lamentano lo stop alle progressioni di carriera del personale in atto da 10 anni "con il pretesto di vincoli normativi"

Il personale della Sispi, la società che si occupa del sistema informatico e telematico del Comune, ha proclamato lo stato di agitazione. Deciso il blocco delle attività lavorative in regime di straordinario. I sindacati lamentano lo stop alle progressioni di carriera del personale in atto da 10 anni "con il pretesto di vincoli normativi come la spending review".

Nel mirino delle Rsu di Fiom Cgil e Fim Cisl della Sispi ci sono le scelte del sindaco e dell'amministrazione comunale in tema di politiche sul personale delle aziende partecipate. "Da una parte la delibera del Consiglio comunale 1 del 2016, pur facendo decadere i vincoli ristrettivi, ha di fatto confermato il blocco - denunciano -. Dall'altro lato, invece, l'amministrazione comunale ha spinto e determinato l'assunzione di nuovi dipendenti che, pur nell'ambito della mobilità interaziendale, hanno inciso sul costo del personale". Inoltre il recente bando per l'individuazione del direttore generale, che prevede un costo di circa 200.000 euro, "graverà ulteriormente sulla medesima voce".

Per i rappresentanti sindacali il piano triennale operativo della Sispi, approvato dalla Giunta nei giorni scorsi, prevede "nuove assunzioni di personale per circa 10 unità che graverebbero ulteriormente sul bilancio Sispi. Tutto questo - proseguono - nel quadro di una storia aziendale che ha visto negli ultimi 10 anni la costante chiusura dei bilanci della Sispi con attivi per milioni di euro e, nel contempo, il cospicuo recupero di risorse finanziarie per il Comune di Palermo attraverso la lotta all'evasione dei tributi locali, la gestione delle multe del codice della strada, Ztl e tanti altri servizi telematici erogati dal Comune ai cittadini grazie al lavoro e alle competenze del personale Sispi".

A fronte di questi risultati, il sindaco e l'amministrazione comunale "hanno utilizzato la Sispi come un bancomat per le più disparate tipologie di contribuzioni e sovvenzioni ad enti e associazioni". Da qui la richiesta di un incontro urgente con il sindaco e un tavolo di confronto diretto con l'amministrazione comunale.
 

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