Roccamena, sindaco si autonomina capo ufficio tecnico: la Regione manda un ispettore

L'assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica ha disposto un accertamento su quanto stabilito dal primo cittadino Tommaso Ciaccio, diplomato all'istituto agrario di Corleone nel '98

Il sindaco di Roccamena, Tommaso Ciaccio

Sindaco si autonomina a capo dell’ufficio tecnico e scatta l'accertamento. Accade a Roccamena, piccolo comune vicino a Corleone, dove l’assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica ha deciso di inviare un ispettore per svolgere una verifica al Comune e scrivere una relazione da consegnare entro 60 giorni dalla data del provvedimento firmato lo scorso 24 settembre dal dirigente generale Margherita Rizza. Ma il primo cittadino Tommaso Ciaccio si dice sereno per la visita annunciata.

Il controllo disposto dalla Regione arriva a pochi giorni dalla determina numero 17 del sindaco Ciaccio, ormai in rotta con il precedente capo dell’ufficio tecnico, l’ingegnere Salvatore Fiorentino. A fornire l’input i consiglieri comunali Angelo Moscarelli e Antonino Napoli che hanno presentato diversi esposti. Cui poi si è aggiunta un’altra richiesta firmata dal deputato all’Ars del M5S Salvatore Siragusa che chiedeva lumi su una delibera con la quale la giunta comunale avrebbe modificato l’articolazione dell’ente.

Tommaso Ciaccio, diplomato come agrotecnico nel 1998 all'istituto agrario di Corleone, si dice sicuro delle sue azioni: "La legge lo prevede e quindi mi sono nominato capo ufficio tecnico. Per i comuni sotto i 3 mila abitanti è consentito. Il rapporto tra sindaco e capo ufficio tecnico è fiduciario. E con l’ingegnere Salvatore Fiorentino, l’ex capo ufficio tecnico, questo rapporto si è incrinato visto che ci siamo querelati a vicenda almeno quattro volte. Fino a quando io sarò sindaco la nomina non andrà all’ingegnere impiegato del Comune. Prima di nominarmi capo ufficio tecnico ho chiesto pareri e mi è stato detto che è consentito".

Mentre il sindaco sembra quasi farne una questione "personale", il suo predecessore fa riferimento alle leggi e alla natura dell’incarico: "Qui non si tratta della mia persona, ma si tratta di un’autonomina del sindaco che - spiega Salvatore Fiorentino - appare in violazione del vigente quadro normativo. Per quanto mi riguarda io sono stato assunto per concorso deliberato da una commissione straordinaria dopo lo scioglimento per infiltrazione mafiose che ha previsto che il capo ufficio tecnico fosse reclutato in quel modo. Il rapporto non è fiduciario e nasce per concorso”.

Gli unici due motivi di revoca della nomina del capo ufficio tecnico sarebbero sarebbero legati al mancato raggiungimento degli obbiettivi, che andrebbe certificato dagli organismi di valutazione, e l’eventuale mancata esecuzione delle direttive impartite dal primo cittadino. "Nel mio caso - conclude Fiorentino - è stato certificato il positivo raggiungimento dei risultati e non mi è stato mai contestato formalmente alcunché dal Sindaco. Ritengo da ingegnere che non è possibile che non ci sia una competenza professionale per svolgere un ruolo tecnico di così grande responsabilità. E’ come dire che un medico sotto i 3 mila abitanti può non avere la laurea”.

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