Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Gesip, nota del sindacato A.si.a

Il segretario generale Salvo Barone: “Ci sorprende come solo tre giorni fa si possa essere siglato verbale di intesa che appare alquanto strumentale e pieno di vizi di forma”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Alla luce di quanto verificatosi negli ultimi giorni riguardo alla vertenza Gesip, il sindacato A.Si.A. chiede la realizzazione di un urgente incontro presso la Prefettura di Palermo, organismo ormai sostituitosi all’Ufficio Vertenze, stante la visibile incapacità a risolvere le vertenze nelle sedi opportune. Il sindacato A.Si.A. anche questa volta apprende dagli organi di stampa (ci sarebbe da dire, per fortuna) delle notizie in merito ad un Verbale di Intesa stilato al termine della riunione di alcuni giorni fa tra il direttore generale del dipartimento lavoro della Regione Anna Rosa Corsello e i rappresentanti di Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, Legacoop, Confcoperative e Cna a seguito del quale i dipendenti di enti e società a totale partecipazione pubblica sono esclusi dalla cassa integrazione in deroga, dunque anche gli operai della Gesip, azienda controllata dal comune di Palermo.

Verbale di intesa che di fatto esplicita il punto 18) dell’Accordo Quadro del 16/03/2012 (Le fattispecie di crisi aziendali/settoriali/territoriali non espressamente previste dal presente accordo saranno trattate da apposito tavolo istituzionale da istituirsi presso il Dipartimento Regionale Lavoro) in merito alla concessione degli ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2012.

È bene specificare che nessuna corsia preferenziale doveva essere concessa a Gesip, in quanto già il punto 5) dello stesso Accordo Quadro indica inequivocabilmente che “Il ricorso alla CIG in deroga deve essere privilegiato ove sussistano previsioni di ripresa produttiva e conseguente rientro dei lavoratori sospesi….”, ed il Comune di Palermo ha più volte annunciato il piano di sviluppo attraverso la costituzione della nuova Società Consortile. Questo eventuale Verbale di Intesa esclude totalmente Gesip dalla Cassa in deroga, anche con l’eventuale copertura finanziaria.

“Ci sorprende – spiega il segretario generale Salvo Barone - come solo tre giorni fa, e non da tutte le parti di Governo, datoriali e sindacali che avevano siglato l’Accordo Quadro (mancano l’assessore al ramo, i dirigenti dell’Agenzia e della Formazione, UGL, Confcommercio, Confesercenti, Confapi, Casartigiani, Confartigianato ecc…) si possa essere siglato questo verbale di intesa che appare alquanto strumentale e pieno di vizi di forma. Proprio lunedì scorso la stessa dirigente regionale in questione, aveva sottolineato, a seguito di una autoconvocazione di A.Si.A., UGL, USB, CISAS e FIADEL, il suo presentimento che anche le partecipate potessero avere la necessità di attingere ad ammortizzatori sociali in deroga, facendoci vedere la nota di riferimento, addirittura evidenziata, e solo dopo qualche ora provvedeva a rettificarla. Inutile sottolineare che l’unica speranza adesso rimane un atto ministeriale specifico per Gesip, con relativa copertura economica, che determinerebbe anche una priorità dettata dal Ministero stesso che, qualora non dovesse arrivare significherebbe che dal 1 settembre a dicembre, i lavoratori della Gesip rimarrebbero senza retribuzione. L’impostazione operativa del Comune è retta dal riconoscimento della CIG in deroga per poi sfociare nel passaggio dei lavoratori presso la Società Consortile, è questo Verbale di Intesa, ammesso che sia valido, speriamo sia frutto di una intesa a monte con il Governo nazionale per una concessione diretta a Gesip. Altrimenti significherebbe avere dei “carnefici amministratori” degni solo del più squallido modo di fare politica e amministrare una regione. Ci stupisce come le confederazioni sindacali firmatarie del verbale di intesa “killer” (CGIL, CISL, UIL) escludano le partecipate dalle aziende che possono usufruire di CIG, quando i loro rappresentanti delle federazioni di categoria (Fisascat, Uiltucs) richiedano l’esatto contrario”.

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