Rottura tra i sindacati di polizia e la Questura: "Gestione poco attenta, rischio tensioni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

In data 16 giugno, con formale nota inviata alle rispettive segreterie nazionali, il Siulp, il Coisp e la Federazione Fsp polizia di Stato, hanno interrotto le relazioni sindacali sospendendo unilateralmente ogni rapporto istituzionalmente previsto con la Questura di Palermo. La decisione, a lungo meditata, è il frutto di una serie di confronti sulle varie problematiche che affliggono da tempo la Questura di Palermo, non solo rimaste del tutto irrisolte ma, addirittura, ulteriormente acuitesi negli ultimi tempi a causa di una serie di provvedimenti e atteggiamenti negligenti non più tollerabili.

Aver danneggiato e svilito, con il proprio fare quotidiano, il ruolo delle organizzazioni sindacali della polizia di Stato nella provincia di Palermo e la dignità dei poliziotti rappresentati ha raggiunto il punto di non ritorno. Una gestione autoreferenziale, poco attenta alle reali esigenze del personale e per certi versi maldestra che ha creato e crea divisione e disparità di trattamento con conseguenti tensioni rischiando di incidere sul piano motivazionale con una inevitabile ricaduta negativa sul servizio da rendere all’utenza.

In un momento in cui il ruolo delle forze dell’ordine è di primaria importanza nel contenere e contrastare l’inevitabile “rabbia sociale” dettata dalla crisi economica che sta avanzando a seguito del lockdown nelle fasi acute dell’epidemia da Covid-19, la pessima e irregolare gestione complessiva del personale, che mal si adatta ai principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento, che devono connotare l’agire della pubblica Amministrazione ci preoccupa e ci impone una attenta riflessione sulla sicurezza a Palermo.

Per le motivazioni su esposte le scriventi organizzazioni sindacali, in rappresentanza della quasi totalità dei poliziotti di questa provincia, non parteciperanno ad alcun tavolo istituzionale che veda come controparte l’attuale vertice dell’Amministrazione èalermitana. La decisione, presa in segno di rispetto verso tutti i colleghi che quotidianamente, nonostante tutto, continuano ad andare avanti per il solo spirito di "apparenza alla divisa".

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