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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Quei 20 mila euro in contanti per Silvana Saguto in un trolley: "Sono disperata, non ho più soldi"

Al centro della requisitoria del pm Claudia Pasciuti, nel processo appena ripreso a Caltanissetta, ci sono le conversazioni tra l'ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo e l'avvocato Cappellano Seminara

Una somma di ventimila euro in contanti per Silvana Saguto trovati dentro un trolley. Gli uomini della polizia tributaria sono arrivati a questa conclusione incrociando conversazioni telefoniche e dati bancari. Poi, è arrivata anche una conferma da un testimone che ha cambiato versione. Al centro della requisitoria del pm Claudia Pasciuti, nel processo sul cosiddetto "Sistema Saguto", ripreso questa mattina a Caltanissetta, ci sono le conversazioni tra l'ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo e l'avvocato Cappellano Seminara.

Secondo la ricostruzione della Procura, rappresentata dai pm Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti, l'avvocato Cappellano Seminara avrebbe dato delle somme di denaro all'ex presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo "perché tra i due c'era un patto corruttivo", come riporta l'Adnkronos. La pm Pasciuti ha citato anche una intercettazione tra Saguto e l'anziana madre in cui si lamenta della mancanza di soldi. 

"Senti ma poi i documenti li hai fatti?' chiedeva Silvana Saguto. E Gaetano Cappellano Seminara rispondeva così: "Certo, li ho preparati". Per il pm quando i due parlano di documenti è indubbio che stiano parlando di soldi. Siamo nel giugno 2015, e la Saguto stava attraversando un periodo difficile per la situazione finanziaria della sua famiglia. "Silvana Saguto - ha detto il pm Pasciuti - manifestava a Cappellano Seminara la sua disperazione e faceva capire che da lui si aspettava qualcosa e che lui doveva trovare una soluzione. Gli disse di essere disperata, provata e di non avere più soldi. Di contro Cappellano Seminara precisava che non era così semplice". 

E sempre il pm Claudia Pasciuti, nel corso della requisitoria del processo sul cosiddetto sistema Saguto, parlando delle intercettazioni, ha puntualizzato: "Da alcune intercettazioni - si legge sul sito dell'Ansa - si desume in maniera chiarissima che l'esercizio delle funzioni non era posto in essere per l'interesse pubblico ma per quello privato". Il reato contestato è corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. "Nel giugno 2015 - ha ricordato la Pm - la guardia di finanza su delega del Pm ha svolto un lavoro monumentale dalla quale si evidenziava anche una costante carenza di liquidità sui conti correnti dei coniugi Saguto-Caramma. In una conversazione la Saguto dice a Cappellano Seminara 'guarda che quei documenti non sono arrivati completamente. Siamo un poco persi'". Per il pm non c'è alcun dubbio che quando i due parlano di 'documenti' si riferiscono a somme di denaro.

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