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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Inail di Palermo: "Sicurezza nei luoghi di lavoro, il primo maggio non è festa del lavoro"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Ancora morti sul lavoro. Inutili gli allarmi, le commemorazioni, gli appelli affinchè questi tristi eventi si riducano, al contrario si registra un aumento dei morti sul lavoro, degli incidenti gravi e menomanti in cui i corrono le lavoratrici ed i lavoratori. Da mesi e mesi invochiamo i potenziamenti degli uffici preposti ai controlli degli Ispettorato del lavoro siciliani e degli uffici Inail, 300 unità per gli Ispettorati ed altrettanti per gli uffici Inail. In attesa che vengano reclutati gli addetti si registrano incidenti anche mortali, la prevenzione è una chimera senza i dovuti controlli così come senza verifiche nei cantieri, uffici, sedi di lavoro le violazioni, le disattenzioni, il mancato utilizzo delle dotazioni di protezione causano inevitabilmente gli incidenti. A tutto questo si aggiungano le tante modifiche al modo di lavorare che ha ridotto le unità lavorative per risparmiare sul costo del lavoro per via di appalti sempre più al ribasso senza salvaguardare le vite umane. Per tutti il recente incidente presso un Ministero della nostra Repubblica dove un operaio ha avuto un incidente ed è stato ritrovato morto dopo un giorno, perché operava da solo e nessuno si è accorto di nulla”. Lo dichiarano Raffaele Loddo e Filippo Virzì Componenti del Comitato Consultivo Provinciale Inail di Palermo.

“Tutte le attività - affermano - dovranno essere a nostro avviso riviste nella modalità di svolgimento e devono privilegiare la salvaguardia della vita umana sul profitto. Nei rinnovi dei CCNL i sindacati devono con forza chiedere che oltre alla formazione ricorrente, alla prevenzione dei luoghi di lavoro non si prevedano più attività svolte da mono operatori, ma tutte devono essere svolte da almeno coppie di lavoratori, specialmente quelle più pericolose e quelle pomeridiane e notturne”. “Quanto si chiede - concludono Loddo e Virzì - è una svolta culturale e civile in una società sempre più avanzata w sviluppata, basta lavoro nero, basta riduzione di costi, basta incidenti sul lavoro in cambio di minori costi e maggiori profitti, anche la legislazione Nazionale in materia di appalti va cambiata per sostenere questi percorsi di civiltà”.

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